I cani sono stati sequestrati dai Carabinieri Forestali di Ravenna e affidati al canile municipale. LNDC: “Non è semplice incuria, ma una gravissima forma di maltrattamento. Quei cani sono stati lasciati a vivere in condizioni incompatibili con la loro stessa sopravvivenza.”
Sette cani visibilmente deperiti, rinchiusi in box invasi dalle deiezioni e costretti a bere da un secchio di acqua stagnante e putrida, infestata da larve di zanzara. È quanto riporta la stampa a seguito di un controllo eseguito dai Carabinieri Forestali di Ravenna e il personale dell’AUSL in località Savio di Ravenna, dove i cani vivevano in condizioni igienico-sanitarie ritenute incompatibili con le loro esigenze etologiche e sanitarie. Per questo motivo è stato disposto il sequestro preventivo dei sette cani e della struttura in cui erano detenuti.
LNDC Animal Protection fa sapere di sporgere a propria volta denuncia e seguirà la vicenda affinché vengano accertate tutte le responsabilità di chi ha ridotto gli animali in questo stato.
“Quella che è stata scoperta a Ravenna è una situazione che purtroppo non sorprende ma fa sempre male “, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Parliamo di cani che avrebbero dovuto essere accuditi e protetti e che invece sono stati lasciati a vivere tra sporcizia, deiezioni e acqua non potabile, fino a presentare evidenti segni di deperimento fisico, perdita di peso e massa muscolare. Non è incuria: è un gravissimo maltrattamento.”
Secondo quanto emerso dal controllo, i sette cani – quattro griffoni, un segugio e due meticci – erano custoditi in tre box sporchi, in condizioni igieniche a dir poco precarie e con un’unica fonte d’acqua rappresentata da un secchio contenente acqua stagnante e putrida. Alla luce della situazione riscontrata, il Pubblico Ministero ha disposto il sequestro degli animali, che sono stati trasferiti al canile municipale di Ravenna dove stanno finalmente ricevendo le cure necessarie.
LNDC Animal Protection esprime un sincero ringraziamento ai Carabinieri Forestali e al personale veterinario dell’AUSL per il tempestivo intervento che ha permesso di mettere in salvo gli animali.
“Ancora una volta il lavoro dei Carabinieri Forestali si dimostra fondamentale per contrastare situazioni di maltrattamento che spesso rimangono nascoste per mesi o anni. Senza questo controllo quei cani avrebbero continuato a vivere in condizioni indegne“, continua Rosati.
L’associazione sottolinea come il benessere animale non si garantisce con la semplice disponibilità di un recinto o di un ricovero. Chi detiene un animale ha l’obbligo di assicurarsi che abbia acqua pulita, cibo adeguato, igiene, cure veterinarie e condizioni di vita compatibili con la sua natura.
LNDC Animal Protection seguirà gli sviluppi del procedimento e valuterà la costituzione di parte civile qualora si arrivi a processo. L’associazione invita inoltre chiunque venga a conoscenza di situazioni analoghe di degrado o maltrattamento a segnalarle tempestivamente alle forze dell’ordine e all’Ufficio Legale di LNDC Animal Protection scrivendo ad avvocato@lndcanimalprotection.org.
“Quei sette cani oggi sono finalmente al sicuro. Il nostro augurio è che possano recuperare salute e dignità, ma soprattutto che chi li ha costretti a vivere in quelle condizioni risponda delle proprie responsabilità“, conclude Rosati.


