Una festa religiosa come la Festa della Bruna di Matera non può trasformarsi in una scena di violenza sugli animali. Dopo le immagini arrivate da Matera, LNDC chiede che siano accertate tutte le responsabilità per le frustate ripetute inflitte ai cavalli durante la manifestazione che ogni anno si svolge il 2 luglio.
Cavalli costretti a trainare un enorme carro tra migliaia di persone, in un clima di caos, urla, confusione e forte tensione. Animali frustati ripetutamente, da più persone e da più parti, strattonati ed esposti a paura, dolore, stress, sofferenza e a un evidente rischio per la loro incolumità.
È quanto emerge dalle immagini relative alla Festa della Madonna della Bruna, celebrata ogni anno a Matera il 2 luglio, una manifestazione religiosa e popolare molto sentita dalla città, che culmina con il tradizionale assalto e la distruzione del carro.
Ma nessuna tradizione, nessuna ricorrenza e nessuna festa religiosa possono giustificare scene di questo tipo.
LNDC Animal Protection ha presentato denuncia per maltrattamento di animali e chiede che vengano accertate tutte le responsabilità: di chi ha materialmente colpito i cavalli, di chi ha consentito che venissero utilizzati in quelle condizioni, di chi ha organizzato, autorizzato, controllato o comunque permesso che animali senzienti venissero esposti a una simile situazione.
Nel 2026 è sconvolgente dover ancora assistere a cavalli utilizzati come strumenti scenografici, costretti a muoversi tra folla, rumori, tensione, urla, sollecitazioni continue e frustate.
Non è devozione. La devozione si esprime nel rispetto, nella cura, nella compassione. Non nella sofferenza inflitta ad animali che non hanno scelto di essere lì e che vengono costretti a partecipare a un rito umano pagandone il prezzo sul proprio corpo.
Una festa dedicata alla Madonna non può e non deve essere associata a immagini di cavalli frustati. È un contrasto inaccettabile, offensivo anche per il significato religioso che quella ricorrenza dovrebbe rappresentare.
Una comunità può custodire la propria storia senza trasformare gli animali in vittime della tradizione. Le feste popolari possono e devono evolversi, soprattutto quando alcune pratiche risultano ormai incompatibili con la sensibilità attuale, con il benessere animale e con il dovere di prevenire maltrattamenti e situazioni di rischio.
Le immagini diffuse e segnalate a LNDC mostrano una realtà che non può essere liquidata come “folklore”, “consuetudine” o “tradizione”. Quando un animale viene colpito, esposto a condizioni di forte stress, costretto a trainare in mezzo alla folla e inserito in un contesto caotico e potenzialmente pericoloso, è necessario che le autorità competenti intervengano e verifichino ogni profilo di responsabilità.
LNDC Animal Protection chiede che si faccia piena luce su quanto accaduto e che vengano valutate le condotte di tutti i soggetti coinvolti, affinché simili scene non si ripetano più.
Il rispetto delle tradizioni non può essere invocato per sospendere il rispetto della legge, né per giustificare pratiche che causano dolore e sofferenza agli animali. Le tradizioni meritano rispetto solo quando sono capaci, a loro volta, di rispettare la vita. Quando diventano violenza, paura, frustate e sofferenza, devono essere cambiate.
LNDC continuerà a seguire la vicenda e a chiedere che la Festa della Bruna venga ripensata in modo civile, senza l’utilizzo di animali in contesti di pericolo, stress e maltrattamento.
Non è accettabile che una celebrazione religiosa, pubblica e collettiva continui a fondarsi su immagini che feriscono la sensibilità di moltissime persone e tradiscono il rispetto dovuto agli esseri senzienti.
Nessuna festa vale la sofferenza di un animale. Nessuna tradizione può giustificare la violenza.


