26 Giu, 2026
Due segugi uccisi a fucilate a Crema, in provincia di Cremona: LNDC Animal Protection presenta denuncia.
26 Giu, 2026
Due segugi uccisi a fucilate a Crema, in provincia di Cremona: LNDC Animal Protection presenta denuncia.

Due cani sarebbero stati uccisi in provincia di Cremona dal loro stesso proprietario con colpi di carabina perché “abbaiavano troppo”. LNDC Animal Protection annuncia di aver presentato denuncia e chiede la massima severità nei confronti del responsabile. L’associazione sottolinea inoltre che la razza dei cani – segugi – e il fatto che l’uomo detenesse armi fanno pensare che fosse un cacciatore. In tal caso, questo episodio rappresenterebbe l’ennesima conferma dei rischi legati a un modello di caccia che il Governo continua inspiegabilmente a promuovere come strumento di tutela della biodiversità.

LNDC Animal Protection esprime sgomento e profonda indignazione per la terribile vicenda avvenuta in provincia di Cremona, dove due cani di razza segugio sarebbero stati uccisi dal loro proprietario con una carabina e successivamente sepolti nel giardino di casa. Secondo quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri e riportato dagli organi di stampa, l’uomo avrebbe confessato di aver sparato ai due animali perché infastidito dal fatto che abbaiassero continuamente.

Di fronte a un episodio di tale gravità, LNDC Animal Protection ha deciso di presentare denuncia affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e siano applicate tutte le norme previste dalla legge nei confronti del responsabile.

È difficile immaginare un gesto più crudele e ingiustificabile,” dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Due cani affidati alle cure del loro proprietario sarebbero stati uccisi semplicemente perché manifestavano un comportamento naturale come l’abbaiare. È un episodio che lascia sgomenti e che dimostra quanto possa essere pericoloso considerare gli animali come oggetti di cui liberarsi quando diventano scomodi.”

Secondo quanto riportato dagli organi di informazione, l’arma utilizzata sarebbe una carabina regolarmente detenuta dall’indagato e, considerando la razza dei cani, tutto farebbe pensare che l’uomo sia un cacciatore.

Se tale ipotesi fosse confermata,” prosegue Rosati, “ci troveremmo ancora una volta davanti all’ennesimo episodio che conferma ciò che denunciamo da anni: la disponibilità di armi da caccia e una cultura che normalizza l’uccisione degli animali possono favorire comportamenti di estrema violenza. Fa quindi ancora più rabbia assistere ai continui tentativi del Governo di presentare i cacciatori come ‘custodi della biodiversità’, mentre continua a smantellare le tutele della fauna selvatica e ad ampliare gli spazi e le possibilità di esercizio dell’attività venatoria.”

LNDC Animal Protection ricorda come proprio in queste settimane il Governo stia portando avanti una riforma della legge sulla caccia che amplia ulteriormente i privilegi concessi al mondo venatorio, nonostante la crescente opposizione della comunità scientifica, delle associazioni ambientaliste e di una larga parte dell’opinione pubblica.

Chi sceglie la violenza come risposta all’abbaiare dei propri cani dimostra una pericolosità che non può essere ignorata,” conclude Rosati. “Continueremo a denunciare ogni episodio di violenza su tutti gli animali e a opporci con forza a ogni tentativo di dipingere la caccia come uno strumento di tutela della natura. La biodiversità si protegge conservando gli ecosistemi, investendo nella prevenzione e nel rispetto della fauna, non distribuendo fucili e ampliando i calendari venatori.” LNDC Animal Protection seguirà l’intero iter giudiziario della vicenda e si costituirà parte civile qualora si arrivi al processo, affinché venga resa piena giustizia ai due cani vittime di questo gravissimo episodio di violenza.

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