La tiktoker continua a mostrare sui social un piccolo primate che riferisce di aver acquistato durante la permanenza in Egitto. LNDC Animal Protection ha scritto all’Ambasciatore d’Italia al Cairo chiedendo che la situazione venga segnalata alle autorità egiziane competenti. «Gli animali selvatici non sono oggetti, gadget o strumenti per ottenere visualizzazioni».
Una piccola scimmia tenuta in braccio, nutrita, mostrata davanti alla telecamera e trasformata, video dopo video, in protagonista di contenuti destinati a un pubblico enorme.È quanto sta accadendo sui canali social di Rita De Crescenzo, che durante la sua permanenza in Egitto ha mostrato ripetutamente un piccolo primate che riferisce di avere acquistato e di tenere con sé.
Al momento, dalle stories più recenti visionate da LNDC Animal Protection, De Crescenzo risulta trovarsi ancora a Sharm el-Sheikh. La vicenda si svolge quindi fuori dal territorio italiano e questo, allo stato attuale, non consente all’associazione di intraprendere direttamente in Italia un’azione finalizzata al sequestro dell’animale.
Ma questo non significa rimanere a guardare.LNDC Animal Protection ha inviato una formale segnalazione all’Ambasciatore d’Italia presso la Repubblica Araba d’Egitto, Agostino Palese, chiedendo che il caso venga portato all’attenzione delle competenti autorità egiziane e che siano effettuate le necessarie verifiche sulla provenienza dell’animale, sulle modalità della sua acquisizione e detenzione, sull’esistenza delle eventuali autorizzazioni richieste e sulle sue condizioni di salute e benessere.
Abbiamo inoltre chiesto che venga verificato il rispetto delle disposizioni nazionali e internazionali applicabili alla tutela e al commercio della fauna selvatica e che, qualora emergano irregolarità, siano adottati i provvedimenti necessari a protezione dell’animale.
Il problema non è un video. È il messaggio che quel video trasmette
Al di là degli accertamenti giuridici, esiste una questione che per LNDC Animal Protection non può essere ignorata.
Una scimmia non è un souvenir da acquistare durante una vacanza. Non è un giocattolo, non è un bambino da vestire o tenere in braccio davanti a uno smartphone e non è un accessorio con cui produrre contenuti, visualizzazioni e interazioni.
Quando un animale selvatico viene mostrato come qualcosa che può essere comprato, posseduto e portato con sé, il problema va molto oltre la singola persona protagonista del video.Il messaggio che arriva a milioni di utenti è che tutto questo sia normale.E non lo è.
I primati sono animali selvatici, con esigenze comportamentali, sociali e ambientali estremamente complesse. Il Jane Goodall Institute Italia ricorda da anni che le scimmie non sono animali da compagnia e mette in guardia proprio dalla rappresentazione dei primati come piccoli esseri umani da tenere in casa: immagini apparentemente tenere possono creare una percezione completamente distorta delle loro reali necessità e alimentare il desiderio di possederli.
Lo stesso Istituto ha evidenziato come la diffusione di video in cui i primati vengono trattati come bambini o animali domestici possa produrre falsa informazione e contribuire ad alimentare una domanda che, in molti contesti, si intreccia con bracconaggio e traffico illegale di fauna selvatica.
Non sappiamo, allo stato attuale, quale sia l’esatta provenienza della scimmietta mostrata da De Crescenzo, se sia nata in cattività né attraverso quale circuito sia stata acquistata. Ed è proprio per questo che abbiamo chiesto alle autorità competenti di verificarlo.
Trasformare un animale selvatico in contenuto social senza interrogarsi sulla sua storia e sulle sue esigenze significa però contribuire a banalizzare un fenomeno che non ha nulla di innocuo.
Chi dispone di una grande platea ha anche una grande responsabilità. La capacità di raggiungere centinaia di migliaia o milioni di persone non può diventare un lasciapassare per veicolare qualsiasi comportamento come normale, divertente o desiderabile.
Anche in Egitto esistono regole sulla detenzione della fauna selvatica
La circostanza che l’animale si trovi attualmente in Egitto non significa che la sua detenzione sia priva di regole.Nel 2023 l’Egitto ha adottato la Legge n. 29 sulla detenzione degli animali pericolosi, che vieta in via generale la detenzione, il commercio e la riproduzione degli animali ricompresi nelle categorie previste dalla normativa, salvo specifiche autorizzazioni per determinati soggetti e strutture. Nell’elenco sono comprese anche diverse specie e gruppi di primati.
Inoltre, le stesse autorità ambientali egiziane hanno recentemente ribadito che la detenzione o l’esposizione senza autorizzazione di fauna selvatica protetta può costituire una violazione della normativa ambientale, procedendo anche alla confisca di animali detenuti irregolarmente.
Sarà quindi compito delle autorità locali stabilire quale disciplina si applichi all’esemplare mostrato nei video e verificare la regolarità della sua situazione.
È esattamente per questa ragione che LNDC Animal Protection ha scelto di interessare formalmente l’Ambasciata italiana.
E se una scimmia venisse portata in Italia? Cosa prevede la legge
Anche su questo punto è necessario fare chiarezza.In Italia un primate non può essere trattato come un normale animale da compagnia e portato nel Paese come se si tornasse da una vacanza con un souvenir.
La legge italiana prevede innanzitutto il divieto di detenere mammiferi e rettili selvatici, anche provenienti da riproduzione in cattività, appartenenti alle specie considerate pericolose per la salute e l’incolumità pubblica. Il decreto ministeriale del 19 aprile 1996 individua le specie soggette a tale disciplina e i primati sono ricompresi tra gli animali interessati dal divieto, fatte salve le specifiche eccezioni previste per strutture autorizzate.
A questa disciplina si aggiunge il D.Lgs. 135/2022, che vieta l’importazione, la detenzione, il commercio e la riproduzione di esemplari vivi di specie selvatiche ed esotiche prelevati dal loro ambiente naturale. Le eccezioni previste per gli animali da compagnia riguardano esclusivamente le specie inserite nell’apposito elenco ministeriale: l’elenco aggiornato nel 2026 non comprende alcun primate.
Il Ministero della Salute chiarisce inoltre che l’importazione da Paesi terzi di primati non umani segue procedure sanitarie specifiche destinate a centri, istituti e organismi riconosciuti che necessitano di questi animali per finalità di ricerca, previa autorizzazione ministeriale e con controllo veterinario presso il Posto di Controllo Frontaliero di arrivo.
C’è poi la disciplina internazionale CITES, nata per regolamentare il commercio delle specie di fauna e flora minacciate. Tutte le grandi scimmie rientrano nell’Appendice I della Convenzione, mentre gli altri primati non già ricompresi nell’Appendice I sono inseriti nell’Appendice II e il loro commercio internazionale è quindi soggetto a specifici controlli e documentazione.
A livello europeo, il Regolamento CE n. 338/97 prevede per l’introduzione nell’Unione di esemplari appartenenti alle specie tutelate controlli alla frontiera e, a seconda della categoria di protezione, specifici permessi di importazione e documentazione attestante la legittima provenienza dell’animale.
Non si tratta soltanto di norme sulla carta. Nel novembre 2025, a Siracusa, i Carabinieri del Nucleo CITES di Catania hanno sequestrato uno scimpanzé detenuto senza autorizzazione all’interno di un’abitazione privata. L’animale, di circa tre anni e mezzo, era inoltre tenuto legato a una catena e in condizioni giudicate incompatibili con la sua natura.
Gli animali non devono pagare il prezzo della ricerca di visibilità
Ciò che chiediamo oggi è semplice: questa scimmietta deve essere tutelata e la sua situazione deve essere verificata dalle autorità competenti.
Non ci interessa alimentare una gogna personale. Ci interessa contrastare un modello culturale nel quale un essere vivente può diventare, da un momento all’altro, il protagonista di un video perché è insolito, tenero, esotico e capace di attirare attenzione.
Dietro quella piccola scimmia c’è un animale con bisogni propri, una provenienza che deve essere chiarita e un futuro che non può essere deciso sulla base del numero di visualizzazioni ottenute da un post.
Gli animali selvatici devono poter vivere secondo la loro natura. Non appartengono ai social, non sono accessori e non esistono per intrattenerci.
LNDC Animal Protection continuerà a seguire la vicenda e attenderà il riscontro delle autorità interessate, con un solo obiettivo: fare in modo che, dietro il clamore mediatico, non venga dimenticato l’unico soggetto che in questa storia non ha scelto nulla. La scimmietta.


