5 Ott, 2026
Bolano (SP), cane morto legato a una catena troppo corta. LNDC Animal Protection: “Una morte atroce, ci uniamo alla denuncia e ci costituiremo parte civile”
5 Ott, 2026
Bolano (SP), cane morto legato a una catena troppo corta. LNDC Animal Protection: “Una morte atroce, ci uniamo alla denuncia e ci costituiremo parte civile”

Il cane, un Corso, è stato trovato morto all’interno di un piccolo recinto in pessime condizioni igieniche in provincia di La Spezia. La catena, lunga meno di due metri, era ancora stretta intorno al collo. LNDC: “Non è accettabile che un animale venga condannato a vivere in queste condizioni e a morire in questo modo”.

Una morte terribile, avvenuta probabilmente dopo una lunga e dolorosa agonia. È quella di un cane di razza Corso trovato morto all’interno di un piccolo recinto con rete metallica nel territorio di Bolano, in provincia della Spezia. L’animale era legato a una catena metallica lunga meno di due metri, che al momento del ritrovamento era ancora stretta intorno al suo collo. I Carabinieri Forestali dei nuclei di Follo e Varese Ligure hanno denunciato il proprietario per maltrattamento di animali aggravato dalla morte dell’animale.

Saranno gli accertamenti disposti sul suo corpo senza vita a stabilire se il cane sia effettivamente morto per soffocamento provocato dalla catena, ma le condizioni nelle quali è stato trovato hanno già fatto emergere un quadro grave. Secondo quanto riferito dai Carabinieri, l’animale era detenuto in pessime condizioni igieniche e la catena era ancora legata al suo collo quando è stato trovato.

LNDC Animal Protection annuncia di volersi unire alla denuncia e si costituirà parte civile nel caso si arrivi a processo, affinché venga fatta piena luce sulla morte del cane e siano accertate tutte le responsabilità.

“È una vicenda che ci lascia profondamente indignati”, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Se gli accertamenti confermeranno la causa del decesso è proprio il soffocamento dovuto alla catena, ci troveremmo davanti alle conseguenze estreme di una forma di detenzione che priva l’animale della possibilità di muoversi liberamente e può trasformarsi in una vera e propria trappola mortale”.

L’associazione ricorda che da oltre un anno la detenzione degli animali alla catena è vietata dalla normativa nazionale, mentre prima era regolamentata in maniera diversa da regione a regione. Oggi, in tutta Italia, la detenzione a catena è consentita soltanto per comprovate esigenze sanitarie e solo in maniera temporanea.

LNDC Animal Protection seguirà quindi la vicenda attraverso il proprio Ufficio Legale e si costituirà parte civile per chiedere che, qualora vengano confermate le responsabilità, l’autore dei maltrattamenti risponda pienamente della morte dell’animale.

“Quel cane non può più essere salvato, ma almeno possiamo chiedere che la sua morte non venga archiviata come una fatalità”, conclude Rosati. “Ci uniamo alla denuncia dei Carabinieri e saremo al fianco di questo animale anche nelle aule di giustizia. Chi prende con sé un cane assume la responsabilità di garantirne cura, sicurezza e benessere: abbandonarlo a una catena e a condizioni incompatibili con le sue esigenze, fino a causarne la morte, significa tradire completamente quella responsabilità”.

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