3 Set, 2026
Basso Vicentino, cinghiale intrappolato con un laccio e finito a colpi di lama: LNDC Animal Protection presenta denuncia
3 Set, 2026
Basso Vicentino, cinghiale intrappolato con un laccio e finito a colpi di lama: LNDC Animal Protection presenta denuncia

LNDC Animal Protection ringrazia la Polizia Provinciale per le indagini che hanno permesso di individuare i presunti responsabili della barbarie contro un cinghiale nel vicentino e, pur condividendo la condanna della Provincia di Vicenza per quanto accaduto, contesta l’idea che il “contenimento delle specie invasive” sia la risposta ai conflitti con la fauna selvatica: la vera sfida è imparare a convivere con gli animali, non decidere chi deve vivere e chi no.

Un episodio terribile si è consumato nel vicentino: un cinghiale intrappolato con un laccio metallico, immobilizzato e poi ucciso con ripetuti colpi inferti in testa con una lama. È la scena di una violenza inaudita ricostruita dalla Polizia Provinciale di Vicenza al termine di una complessa indagine che ha portato all’individuazione di alcuni presunti responsabili, ora indagati per reati gravissimi, tra cui maltrattamento e uccisione di animali e furto aggravato di fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato.

LNDC Animal Protection annuncia la presentazione di una denuncia e chiede che le indagini proseguano fino a individuare tutti i soggetti coinvolti e le relative responsabilità in quello che è a tutti gli effetti un episodio di bracconaggio di una crudeltà insopportabile.

Questo cinghiale nel vicentino non è stato semplicemente ucciso: è stato sottoposto a una sofferenza atroce”, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “L’intrappolamento con un laccio è già di per sé una pratica barbarica e vietata, perché provoca una lunga agonia all’animale. Infierire poi su di lui con una lama fino a provocarne la morte racconta un livello di ferocia che non può essere minimizzato.”

LNDC Animal Protection esprime un sincero ringraziamento alla Polizia Provinciale di Vicenza per l’attività investigativa che ha permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i presunti responsabili. L’associazione condivide inoltre le parole del vicepresidente della Provincia di Vicenza, Moreno Marsetti, che ha definito quanto accaduto “un atto di inciviltà” e ha ribadito la tolleranza zero nei confronti del bracconaggio e della crudeltà verso gli animali.

Apprezziamo la netta condanna espressa dalla Provincia nei confronti di questo episodio e l’eccellente lavoro svolto dagli agenti della Polizia Provinciale. È importante che le istituzioni parlino con chiarezza quando si verificano fatti di questa gravità”, commenta Rosati.

LNDC prende però le distanze da un’altra affermazione contenuta nella nota della Provincia, secondo cui il contenimento delle cosiddette “specie invasive”, tra cui viene ricompreso il cinghiale, rappresenterebbe un’attività lecita e necessaria.

Su questo punto non possiamo essere d’accordo”, prosegue Rosati. “Riteniamo profondamente sbagliata l’idea che la risposta alla presenza di animali selvatici debba essere la loro uccisione. Il vero obiettivo dovrebbe essere imparare a convivere con la fauna selvatica, adottando misure di prevenzione, gestione del territorio e riduzione dei conflitti, non arrogarci il diritto di decidere quali specie meritino di vivere e quali no.”

Secondo LNDC Animal Protection, la vicenda del Basso Vicentino dimostra anche quanto sia pericoloso alimentare una cultura che considera alcuni animali “nocivi” o “di troppo”.

Quando si legittima il messaggio che alcuni animali siano un problema da eliminare, si crea un terreno fertile anche per episodi di bracconaggio e di violenza estrema come questo. È una deriva culturale che va contrastata con forza”, sottolinea Rosati.

L’associazione seguirà gli sviluppi dell’inchiesta e valuterà la costituzione di parte civile qualora si arrivi a processo. LNDC invita inoltre chiunque sia a conoscenza di episodi di bracconaggio o di maltrattamento della fauna selvatica a segnalarli alle forze dell’ordine e all’Ufficio Legale di LNDC Animal Protection scrivendo ad avvocato@lndcanimalprotection.org.

Questo cinghiale meritava di vivere libero nel suo habitat, non di morire intrappolato e massacrato. Chiediamo giustizia per lui e un impegno sempre maggiore contro ogni forma di bracconaggio e di violenza sulla fauna selvatica”, conclude Rosati.

Altri articoli:

Queste sono le azioni che ci vedono in prima linea, aiutaci a proseguirle

Restiamo in contatto

Segui le nostre azioni i difesa degli animali

Share This