L’associazione interviene dopo la diffusione di un video che mostra il cane ripetutamente picchiato con un bastone e detenuto legato a una catena fuori da un’abitazione a Sant’Antimo, in provincia di Napoli. LNDC Animal Protection chiede un sopralluogo urgente di Carabinieri, Polizia Locale e ASL Veterinaria e ricorda che dal 2025 la detenzione dei cani a catena è vietata dalla legge a livello nazionale.
Un cane legato a una catena all’esterno di un’abitazione e ripetutamente colpito con un bastone dalla proprietaria a Sant’Antimo. Sono le immagini contenute in un video diffuso sui social e che hanno spinto LNDC Animal Protection ad attivare immediatamente il proprio Ufficio Legale nazionale, presentando una denuncia e chiedendo un intervento urgente delle autorità competenti per mettere in salvo l’animale.
L’associazione ha inviato una formale richiesta ai Carabinieri di Sant’Antimo, alla Polizia Locale e al Servizio Veterinario dell’ASL Napoli 2 Nord, chiedendo un sopralluogo immediato per verificare le condizioni di salute e di detenzione del cane e valutare il sequestro preventivo dell’animale con il suo affidamento a una struttura idonea.
“Le immagini che abbiamo visto non possono essere ignorate“, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Se quanto emerge dal video verrà confermato, ci troveremmo davanti a un gravissimo caso di maltrattamento.”
Secondo le informazioni circolate insieme al filmato, le violenze sarebbero ripetute nel tempo e avrebbero contribuito a rendere il cane particolarmente aggressivo, circostanze che dovranno naturalmente essere accertate dalle autorità.
LNDC Animal Protection ricorda che la Legge n. 82 del 6 giugno 2025 ha introdotto il divieto nazionale di detenere i cani legati a catena, salvo casi eccezionali legati a documentate esigenze sanitarie o temporanee ragioni di sicurezza. La violazione di questa disposizione comporta una sanzione amministrativa da 500 a 5.000 euro.
“Tenere un cane legato a una catena non è soltanto una pratica crudele: oggi è anche espressamente vietato dalla legge a livello nazionale. È una forma di detenzione che compromette gravemente il benessere fisico ed etologico dell’animale e che, se accompagnata da violenze, assume contorni ancora più inquietanti“, continua Rosati.
Per questo l’ufficio legale di LNDC Animal Protection ha chiesto alle autorità di intervenire con la massima urgenza, verificando non solo lo stato di salute del cane ma anche la possibilità di procedere al sequestro preventivo qualora vengano riscontrate condizioni di maltrattamento o di detenzione incompatibili con la sua natura.
L’associazione ha inoltre chiesto che, nel caso il cane non si trovi più nell’abitazione indicata, vengano effettuati tutti gli accertamenti necessari per individuarne l’attuale collocazione e verificare le sue condizioni.
“Non possiamo permettere che un animale scompaia dopo la diffusione di un video di questo tipo. È fondamentale accertare dove si trovi e garantire che sia finalmente al sicuro“, commenta Rosati.
L’associazione seguirà gli sviluppi della vicenda e chiederà di essere informata sugli esiti degli accertamenti svolti da Carabinieri, Polizia Locale e Servizio Veterinario, riservandosi ogni ulteriore iniziativa a tutela dell’animale.


