Dopo il via libera del Senato alla riforma che attribuisce alle Province autonome di Trento e Bolzano competenze esclusive sulla gestione della fauna selvatica, LNDC Animal Protection esprime forte preoccupazione per il futuro di lupi e orsi. L’associazione ricorda le numerose ordinanze di abbattimento emesse negli ultimi anni, spesso impugnate con successo davanti al Consiglio di Stato.
Il recente via libera da parte del Senato alla riforma che attribuisce alle Province autonome competenze esclusive nella gestione della fauna selvatica suscita forte preoccupazione da parte di LNDC Animal Protection, soprattutto in relazione alla tutela di specie particolarmente delicate e protette come lupi e orsi.
Negli ultimi anni, infatti, proprio dai territori di Trento e Bolzano sono arrivate numerose richieste di abbattimento e ordinanze contro grandi carnivori, spesso contestate dalle associazioni animaliste e in diversi casi annullate dalla giustizia amministrativa. LNDC Animal Protection è intervenuta ripetutamente davanti al Consiglio di Stato per fermare provvedimenti ritenuti illegittimi, sproporzionati o privi di adeguate basi scientifiche.
“Affidare alle Province autonome la competenza esclusiva sulla gestione della fauna selvatica, e in particolare di specie delicate e protette come lupi e orsi, rappresenta una scelta estremamente preoccupante,” dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria escalation di ordinanze di abbattimento nei confronti di questi animali, soprattutto in Trentino-Alto Adige, spesso motivate più dalla pressione politica e mediatica che da reali necessità di tutela pubblica. In moltissimi casi LNDC Animal Protection è dovuta intervenire davanti al Consiglio di Stato per ottenere l’annullamento di provvedimenti che ritenevamo illegittimi e sproporzionati.”
Secondo LNDC Animal Protection, il rischio concreto è che una materia tanto delicata venga gestita con criteri sempre più localistici e influenzati da posizioni apertamente ostili verso i grandi carnivori, anziché attraverso un approccio scientifico, equilibrato e coordinato a livello nazionale ed europeo. È opportuno ricordare che, per la legge, la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato – quindi di tutti gli italiani – e che la recente modifica dell’art. 9 della Costituzione ha introdotto il concetto di tutela dell’ambiente e della biodiversità come prerogativa dello Stato.
“Lupi e orsi non possono diventare il bersaglio di campagne politiche permanenti né essere trattati come un problema da eliminare,” prosegue Rosati. “Parliamo di specie fondamentali per gli ecosistemi e rigorosamente tutelate dalle normative europee, nonché di esseri senzienti e che hanno diritto alla vita esattamente come tutti gli altri. Delegare completamente la loro gestione a territori che da anni chiedono deroghe, abbattimenti e riduzioni delle tutele rischia di compromettere seriamente la conservazione della biodiversità.”
LNDC Animal Protection ribadisce quindi la necessità che la gestione della fauna selvatica continui a essere sottoposta a controlli rigorosi, al parere degli organismi scientifici nazionali e al rispetto delle direttive europee, evitando derive che potrebbero trasformare la tutela degli animali selvatici in una questione esclusivamente politica.


