17 Apr, 2026
Lupo trovato morto in Trentino: LNDC Animal Protection denuncia il sospetto avvelenamento e accusa un clima ostile verso la fauna selvatica
17 Apr, 2026
Lupo trovato morto in Trentino: LNDC Animal Protection denuncia il sospetto avvelenamento e accusa un clima ostile verso la fauna selvatica

L’ennesimo episodio inquietante ai danni di un lupo in Trentino riaccende i riflettori su un territorio sempre più ostile verso gli animali selvatici. LNDC Animal Protection ha sporto denuncia e chiede un’indagine immediata per individuare i responsabili, denunciando una narrazione istituzionale che da anni alimenta paura e ostilità nei confronti dei grandi carnivori

LNDC Animal Protection esprime forte preoccupazione e indignazione per il ritrovamento di un lupo morto nel territorio di Primiero San Martino di Castrozza, in Trentino. Secondo le prime ricostruzioni, accanto al corpo senza vita dell’animale è stato rinvenuto un boccone sospetto, mentre rigurgito e feci farebbero pensare all’ingestione di una sostanza tossica: elementi che portano a ipotizzare un avvelenamento.

L’animale è stato trovato a breve distanza da una strada forestale frequentata da escursionisti, circostanza che rende il fatto ancora più grave, non solo per la morte del lupo ma anche per il potenziale rischio per altri animali, domestici e selvatici, e perfino per le persone. Il boccone rinvenuto è stato prelevato e sarà analizzato dall’Istituto Zooprofilattico per accertarne la natura.

LNDC Animal Protection annuncia di aver sporto denuncia contro ignoti e seguirà con attenzione l’evolversi delle indagini affinché si faccia piena luce sull’accaduto e vengano individuati i responsabili di questo grave reato.

L’associazione sottolinea come questo episodio non rappresenti purtroppo un caso isolato. In Trentino, infatti, negli ultimi anni si sono già verificati diversi episodi sospetti o accertati di avvelenamento di lupi, tra cui il ritrovamento di più esemplari morti in circostanze analoghe, a dimostrazione di un fenomeno preoccupante e tutt’altro che sporadico.

Ancora una volta ci troviamo di fronte a un fatto gravissimo che conferma come la Provincia Autonoma di Trento sia diventata, purtroppo, un territorio ostile nei confronti degli animali selvatici. Da anni assistiamo a una narrazione istituzionale che tende a demonizzare specie come lupi e orsi, alimentando paure spesso infondate e contribuendo a creare un clima che può sfociare anche in gesti estremi e illegali come l’avvelenamento”, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.

Chi dissemina bocconi avvelenati compie un atto vile e pericoloso che non solo uccide animali protetti, ma mette a rischio interi ecosistemi e la sicurezza pubblica. È fondamentale che le istituzioni cambino approccio, promuovendo una corretta informazione e strategie di convivenza, invece di alimentare tensioni e allarmismi”, continua Rosati.

LNDC Animal Protection ribadisce la necessità di un cambio di rotta nella gestione della fauna selvatica, chiedendo maggiori controlli sul territorio, campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e l’applicazione rigorosa delle norme contro l’uso di esche avvelenate.

L’associazione invita infine chiunque abbia informazioni utili a collaborare con le autorità competenti, sottolineando che solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile fermare questa pericolosa escalation di violenza nei confronti degli animali selvatici.

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