17 Apr, 2026
Altri cinque lupi trovati morti nel Parco d’Abruzzo: LNDC Animal Protection denuncia un possibile avvelenamento e accusa il clima di odio verso la fauna selvatica
17 Apr, 2026
Altri cinque lupi trovati morti nel Parco d’Abruzzo: LNDC Animal Protection denuncia un possibile avvelenamento e accusa il clima di odio verso la fauna selvatica

Una ravvicinata serie di episodi di eccezionale gravità colpisce uno dei simboli della biodiversità italiana, uccidendo 10 lupi in Abruzzo. LNDC Animal Protection ha sporto denuncia contro ignoti e auspica che vengano svolte indagini rapide e approfondite, denunciando le responsabilità di una certa politica che continua ad alimentare paura e ostilità verso gli animali selvatici per favorire interessi legati a caccia e armi

LNDC Animal Protection è profondamente addolorata per il ritrovamento di cinque lupi morti ad Alfedena, nell’area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, uno dei territori più importanti per la tutela della fauna selvatica in Italia. Un ritrovamento che va a sommarsi a un altro episodio altrettanto drammatico che ha coinvolto altri 5 lupi trovati morti a Pescasseroli di recente.

Secondo quanto comunicato dall’Ente Parco, gli animali sono stati rinvenuti senza vita da una pattuglia di guardiaparco e, dai primi accertamenti svolti anche con il supporto del Nucleo Cinofilo Antiveleno, sono emersi elementi che fanno ipotizzare l’utilizzo di esche avvelenate. I corpi e il materiale rinvenuto sono stati posti sotto sequestro e messi a disposizione della Procura della Repubblica, mentre saranno effettuate analisi per accertare con precisione le cause della morte.

LNDC Animal Protection annuncia di aver sporto a sua volta denuncia contro ignoti per questo gravissimo episodio e seguirà da vicino l’evolversi delle indagini affinché vengano individuati i responsabili e applicate le sanzioni previste dalla legge.

Ci troviamo di fronte a un fatto di una gravità inaudita: cinque lupi uccisi probabilmente tramite bocconi avvelenati rappresentano un attacco diretto non solo a una specie protetta, ma all’intero equilibrio dell’ecosistema”, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “L’uso del veleno è una pratica vile, indiscriminata e pericolosa, che può colpire qualsiasi animale, domestico o selvatico, e mettere a rischio perfino la salute pubblica”.

L’associazione sottolinea inoltre come episodi di questo tipo non nascano nel vuoto, ma si inseriscano in un contesto culturale e politico sempre più preoccupante.

Da tempo denunciamo come una certa area politica riconducibile alla maggioranza, a livello sia nazionale sia locale, continui a strizzare l’occhio alle lobby della caccia e delle armi, alimentando una narrazione distorta e allarmistica sulla fauna selvatica. Lupi, orsi e altri animali vengono dipinti come una minaccia, instillando nella popolazione paure spesso immotivate che finiscono per legittimare comportamenti illegali e violenti come questo”, continua Rosati.

LNDC Animal Protection ribadisce che la convivenza tra attività umane e grandi carnivori è possibile ed è già realtà in molti territori, a patto che venga promossa una corretta informazione e che si investa in strumenti di prevenzione e gestione non cruenta.

Quanto accaduto nel Parco d’Abruzzo, una delle aree simbolo della conservazione della natura nel nostro Paese, è un segnale gravissimo che non può essere ignorato. Serve un cambio di rotta immediato: basta con la propaganda che alimenta odio e paura, è il momento di difendere davvero il nostro patrimonio naturale”, conclude Rosati.

LNDC Animal Protection invita infine chiunque abbia informazioni utili a collaborare con le autorità competenti o a scrivere all’indirizzo avvocato@lndcanimalprotection.org.

Foto: parcoabruzzo.it

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