L’associazione attacca duramente il Comune di Roma sul piano di abbattimento dei cinghiali: risorse pubbliche destinate all’uccisione di animali liberi mentre da mesi si chiede un investimento per salvare e gestire in modo etico gli animali della Sfattoria degli Ultimi, con la creazione di un CRAS
LNDC Animal Protection esprime profonda indignazione per l’iniziativa del Comune di Roma che prevede lo stanziamento di circa 200mila euro per interventi di uccisione dei cinghiali nell’area della Muratella, una scelta che l’associazione giudica grave, miope e in totale contrasto con i principi di tutela animale.
Secondo quanto riportato, le risorse pubbliche verrebbero impiegate per uccidere animali liberi, anziché per affrontare il problema con soluzioni etiche, strutturali e realmente efficaci.
LNDC Animal Protection sottolinea come questa decisione sia ancora più inaccettabile alla luce della situazione della “Sfattoria degli Ultimi”, dove da mesi volontari e associazioni, tra cui LNDC Animal Protection, sono impegnati per garantire la sopravvivenza e il benessere di centinaia di animali, tra cui molti cinghiali. In quella struttura, già oggetto di criticità e interventi, le associazioni hanno più volte chiesto alle istituzioni un impegno concreto per mettere in sicurezza gli animali e creare soluzioni durature.
«Ritengo grave che un’amministrazione pubblica scelga di destinare 200mila euro all’uccisione di animali liberi quando la stessa cifra potrebbe essere investita per ristrutturare la Sfattoria degli Ultimi e realizzare un Centro di Recupero per Animali Selvatici (CRAS), come chiediamo da mesi insieme alle altre associazioni. Sarebbe una soluzione civile, lungimirante e rispettosa della vita, oltre che utile per la gestione del territorio”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.
“La riqualificazione della Sfattoria in un CRAS potrebbe inoltre rappresentare un vero e proprio fiore all’occhiello per la città: una struttura modello, visitabile e aperta alla cittadinanza, dove bambini e adulti possano conoscere gli animali, comprendere il loro valore e sviluppare una maggiore consapevolezza e rispetto nei confronti di tutte le forme di vita. Un investimento che unirebbe tutela, educazione e valorizzazione del territorio”, continua Rosati
“Ancora una volta si preferisce la strada più semplice e brutale, quella dell’uccisione, invece di affrontare il problema con strumenti scientifici, prevenzione e convivenza. È una scelta che dimostra l’assenza di visione e di volontà politica di costruire un modello diverso di gestione della fauna selvatica”, conclude Rosati.
LNDC Animal Protection ribadisce che uccidere gli animali non rappresenta una soluzione efficace né sostenibile e chiede al Comune di Roma di ritirare immediatamente questo piano, aprendo un tavolo di confronto con le associazioni per individuare alternative etiche e strutturali.
Foto: RomaToday


