23 Lug, 2026
La Cassazione tutela chi si prende cura delle colonie feline: una sentenza importante per migliaia di volontarie e volontari
23 Lug, 2026
La Cassazione tutela chi si prende cura delle colonie feline: una sentenza importante per migliaia di volontarie e volontari

La Suprema Corte di Cassazione stabilisce che chi accudisce una colonia felina non può essere considerato il custode dei gatti e non può quindi essere ritenuto penalmente responsabile per i loro comportamenti. LNDC Animal Protection accoglie con favore una decisione che riconosce il valore del lavoro quotidiano svolto da migliaia di volontarie e volontari in tutta Italia.

Una decisione destinata a fare giurisprudenza e a dare maggiore serenità alle migliaia di persone che, ogni giorno e spesso a proprie spese, si prendono cura delle colonie feline presenti sul territorio italiano. Con la sentenza n. 27109, depositata il 17 luglio 2026, la Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha stabilito che chi accudisce una colonia di gatti liberi non può essere considerato custode o detentore degli animali e, di conseguenza, non può essere ritenuto penalmente responsabile delle loro deiezioni o di altri comportamenti riconducibili alla loro naturale condizione di animali che vivono in libertà.

Una sentenza che chiarisce un principio fondamentale

La vicenda riguardava una volontaria condannata nei precedenti gradi di giudizio per il reato di getto pericoloso di cose, poiché i gatti della colonia da lei accudita lasciavano deiezioni nel giardino di una vicina. La Corte di Cassazione ha però ribaltato questa impostazione, chiarendo un principio fondamentale: offrire cibo, cure veterinarie o contribuire alla sterilizzazione dei gatti liberi non significa diventarne proprietari o assumerne la custodia giuridica. I gatti delle colonie feline, infatti, sono animali liberi tutelati dalla normativa sul randagismo e chi li assiste non può essere gravato dell’obbligo di controllarne ogni comportamento.

La Suprema Corte ha inoltre evidenziato che non possono essere applicati ai gatti liberi gli stessi principi previsti per gli animali detenuti da un proprietario, come avviene ad esempio per i cani. La sentenza precisa, tuttavia, che restano naturalmente validi eventuali regolamenti o ordinanze locali che disciplinano le modalità di alimentazione delle colonie feline e il mantenimento del decoro e dell’igiene delle aree interessate.

Un riconoscimento per il lavoro di migliaia di volontari

LNDC Animal Protection accoglie con grande favore questa sentenza, che rappresenta un importante riconoscimento del ruolo svolto quotidianamente dalle volontarie e dai volontari impegnati nella tutela dei gatti liberi.

Da anni assistiamo a episodi in cui persone che dedicano tempo, energie e risorse economiche alla cura delle colonie feline vengono ingiustamente additate come responsabili di qualsiasi problema legato alla presenza dei gatti“, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Questa sentenza riafferma un principio di buon senso e di diritto: chi aiuta gli animali non può essere penalizzato proprio per il suo gesto di solidarietà.”

Le colonie feline sono una risorsa, non un problema

Le cosiddette “gattare” e i “gattari” svolgono un’attività fondamentale anche sotto il profilo della salute pubblica e della tutela del benessere animale. Grazie al loro impegno vengono monitorate le colonie, vengono curati animali malati o feriti, si favoriscono le sterilizzazioni previste dalla legge e si contribuisce a mantenere sotto controllo la popolazione felina sul territorio.

Queste persone operano spesso nel silenzio, senza alcun compenso e affrontando spese che gravano interamente sulle loro tasche“, prosegue Rosati. “Sono una risorsa preziosa per le comunità e per le amministrazioni locali. Meritano sostegno e collaborazione, non procedimenti giudiziari basati sull’errata convinzione che prendersi cura di un gatto libero significhi diventarne proprietari.”

Più collaborazione, meno conflitti

LNDC Animal Protection auspica che questa pronuncia contribuisca a ridurre i conflitti che troppo spesso nascono intorno alle colonie feline e favorisca una maggiore collaborazione tra cittadini, volontari, Comuni e servizi veterinari. La corretta gestione dei gatti liberi passa infatti attraverso il rispetto della normativa vigente, la sterilizzazione, il dialogo e il riconoscimento del prezioso lavoro svolto ogni giorno da chi sceglie di dedicare parte della propria vita alla tutela degli animali più fragili. La sentenza della Corte di Cassazione rappresenta un importante passo avanti anche sul piano culturale: riconosce che prendersi cura di una colonia felina non significa assumersi la proprietà degli animali, ma svolgere un’attività di interesse collettivo, indispensabile per garantire il benessere dei gatti e una corretta convivenza con le comunità locali. Un principio che LNDC Animal Protection sostiene da sempre e che oggi trova finalmente un autorevole riconoscimento anche da parte della Suprema Corte.

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