Con il tuo 5×1000 puoi aiutarci a essere presenti nei tribunali e a dare voce agli animali vittime di violenza, maltrattamenti e crudeltà.
Lei si chiamava Timida. Un nome che raccontava già qualcosa di lei: il suo passo discreto, la sua fragilità, il suo modo silenzioso di attraversare il mondo senza chiedere nulla, se non di poter vivere in pace.
Timida era una cagnolina anziana, cieca e sorda. Viveva libera, ma accudita, nella zona del Lido Sacramento, a Siracusa. Alcune persone del posto la conoscevano, le volevano bene, cercavano di proteggerla. Era una presenza fragile e indifesa, una di quelle creature che avrebbero dovuto suscitare cura, rispetto, pietà.
Invece, il 15 aprile 2025, Timida è stata legata ai binari del treno e barbaramente uccisa.
Una morte atroce. Una violenza inaccettabile. Un gesto che ferisce non solo chi ama gli animali, ma chiunque creda che la vita di un essere indifeso non possa essere trattata come qualcosa di cui liberarsi con crudeltà.
Secondo quanto emerso, un muratore del posto ha confessato di aver partecipato a quella terribile esecuzione, indicando nomi e responsabilità. Da quel momento, per noi di LNDC Animal Protection, è stato chiaro che Timida non poteva essere lasciata sola anche dopo la morte.
Per Timida ci battiamo tribunale
Ci sono storie davanti alle quali il dolore non basta. Non basta indignarsi. Non basta condividere la notizia. Non basta dire “mai più”, se poi quel “mai più” non diventa un’azione concreta.
Per questo, come sempre, LNDC Animal Protection ha deciso di battersi per Timida anche nelle sedi giudiziarie. Il 26 maggio scorso il nostro team legale era in tribunale per costituirsi parte civile e chiedere che chi ha ucciso Timida venga processato e punito con una pena esemplare.
Essere parte civile significa esserci. Significa portare dentro un’aula di giustizia la voce di chi non può più parlare. Significa affermare che la morte di Timida non riguarda solo una cagnolina anziana, cieca e sorda, ma riguarda tutti noi: riguarda il modo in cui una società sceglie di proteggere i più fragili, di riconoscere la gravità della violenza sugli animali, di chiedere responsabilità a chi commette atti di crudeltà.
Timida non potrà tornare. Ma possiamo fare in modo che la sua morte non venga dimenticata.
Possiamo chiedere giustizia. Possiamo pretendere che chi ha responsabilità venga chiamato a risponderne.
La prossima udienza è fissata per il 9 giugno 2026, e noi saremo di nuovo in aula.
Saremo lì per Timida, ma anche per tutti gli animali che ogni giorno subiscono violenza, abbandono, maltrattamenti, sevizie. Saremo lì per quelli che non hanno avuto nessuno accanto, per quelli che sono morti nel silenzio, per quelli che sono stati considerati “solo animali” da chi avrebbe dovuto proteggerli.
Ogni volta che entriamo in un tribunale, lo facciamo per ribadire un principio semplice e fondamentale: gli animali non sono cose. La loro sofferenza conta. La loro vita conta. E quando vengono maltrattati o uccisi, la giustizia deve intervenire.
Le battaglie legali sono spesso lunghe, complesse, difficili. Richiedono tempo, competenze, atti, udienze, ricorsi, costituzioni di parte civile, avvocati preparati e presenti. Sono percorsi che non si esauriscono in un giorno e che, molto spesso, durano mesi o anni.
Ma sono battaglie indispensabili. Perché ogni procedimento portato avanti con determinazione può diventare un precedente, un segnale, un monito. Può contribuire a far capire che la violenza contro gli animali non può essere minimizzata, ignorata o archiviata come un fatto secondario.
In ricordo di Timida, affinche’ la sua storia non venga dimenticata
Abbiamo scelto di ricordare Timida perché la sua storia non resti chiusa in una notizia di cronaca. Dietro il suo nome c’era una vita. C’era una cagnolina anziana, vulnerabile, incapace di difendersi. C’era un essere vivente che avrebbe dovuto essere protetto e che invece è stato tradito nel modo più crudele.
Ricordare la sua storia significa anche ricordare perché continuiamo a lottare.
Perché non basta salvare gli animali quando sono ancora in vita. A volte dobbiamo difenderli anche dopo, quando la loro voce è stata spezzata dalla violenza e resta solo il nostro dovere di chiedere giustizia.
Il tuo 5×1000 può sostenere le nostre battaglie legali
Il 5×1000 è un gesto semplice, che non costa nulla. Ma per noi può fare una differenza enorme.
Destinare il tuo 5×1000 a LNDC Animal Protection significa aiutarci a continuare a essere presenti nei tribunali, a costituirci parte civile nei procedimenti per maltrattamento e uccisione di animali, a sostenere il lavoro dei nostri legali e a portare avanti azioni concrete contro chi commette violenze.
Significa permetterci di seguire casi come quello di Timida con la serietà, la forza e la continuità che meritano. Perché la giustizia non si ottiene con una frase detta sull’onda dell’emozione. Si costruisce con atti, presenza, competenza, determinazione.
E tutto questo ha un costo. Un costo che possiamo sostenere solo grazie a chi sceglie di stare dalla parte degli animali.
Dona il tuo 5×1000 a LNDC Animal Protection
Quando compili la tua dichiarazione dei redditi, firma nel riquadro dedicato al sostegno degli enti del Terzo Settore e inserisci il nostro codice fiscale: 80121770152
La tua firma non ti costa nulla. Ma può diventare una voce in tribunale per chi non può difendersi.
Può aiutarci a chiedere giustizia per Timida. Può sostenere le nostre battaglie contro maltrattamenti, abbandoni e crudeltà. Può contribuire a fare in modo che la violenza sugli animali non resti senza conseguenze.
A Timida non possiamo più salvare la vita. Ma, insieme, possiamo fare in modo che la sua morte non resti impunita.
LNDC Animal Protection – Con te, da 76 anni al fianco degli animali.


