22 Set, 2026
Caccia, la verità è venuta a galla in prima serata grazie a Presa Diretta su Rai3: il DDL del Governo protegge gli interessi delle lobby, non la biodiversità
22 Set, 2026
Caccia, la verità è venuta a galla in prima serata grazie a Presa Diretta su Rai3: il DDL del Governo protegge gli interessi delle lobby, non la biodiversità

LNDC Animal Protection sul servizio di Presa Diretta sulla riforma della caccia: “Mentre si invoca la scienza per giustificare la caccia, si svuota del tutto il ruolo scientifico dell’ISPRA. È un paradosso che Presa Diretta ha mostrato con chiarezza.”

La puntata di ieri di Presa Diretta su Rai 3 ha acceso finalmente i riflettori su quello che LNDC Animal Protection denuncia da mesi: la riforma della legge sulla caccia voluta dal Governo non nasce per tutelare la biodiversità, ma per soddisfare gli interessi di una potente lobby economica e politica. Un’inchiesta rigorosa ha ricostruito i contenuti del DDL 1552, mostrando le profonde criticità della riforma, l’emarginazione della comunità scientifica e gli enormi interessi economici che ruotano attorno al mondo venatorio.

LNDC Animal Protection ribadisce la propria totale opposizione a un provvedimento che smantella oltre trent’anni di tutele per la fauna selvatica e rappresenta uno dei più gravi arretramenti nella legislazione ambientale italiana.

Tra i momenti più emblematici della trasmissione Presa Diretta spicca l’intervento del senatore Francesco Bruzzone (Lega), tra i principali sostenitori della riforma, secondo cui la caccia sarebbe necessaria per preservare la biodiversità perché, a suo dire, se gli animali vengono soltanto protetti “si fanno male da soli”. Una tesi che il senatore ha definito fondata sulla scienza.

Siamo di fronte a un paradosso clamoroso”, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Da una parte si invoca la scienza per giustificare una riforma che amplia la caccia, prolunga i calendari venatori, aumenta le specie cacciabili e apre nuove possibilità di sfruttamento della fauna selvatica. Dall’altra, uno dei cardini di quello stesso DDL è proprio l’indebolimento quasi totale del ruolo scientifico dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che per legge fornisce i pareri tecnico-scientifici sulla gestione della fauna.”

Ed è proprio l’ISPRA ad aver demolito il testo della riforma durante l’audizione parlamentare dello scorso luglio, evidenziando come numerose disposizioni non siano coerenti con gli obiettivi di tutela della biodiversità, rischino di violare la Direttiva Uccelli dell’Unione Europea e ignorino lo stato di conservazione di diverse specie. Critiche tecniche pesantissime che il Governo ha scelto sostanzialmente di ignorare.

La trasmissione ha inoltre evidenziato un dato che racconta molto meglio di qualsiasi slogan quale sia la vera posta in gioco: in Italia i cacciatori sono circa 430.000, meno dell’1% della popolazione italiana. Eppure, attorno all’attività venatoria ruota un comparto economico da quasi 8,5 miliardi di euro l’anno, secondo uno studio realizzato da Nomisma.

Questi numeri spiegano molto meglio delle dichiarazioni propagandistiche perché questa riforma venga portata avanti con tanta determinazione”, prosegue Rosati. “Non stiamo parlando di tutela della natura, ma della difesa di un enorme giro d’affari che coinvolge armi, munizioni, turismo venatorio, aziende faunistico-venatorie e interessi economici consolidati. È questo sistema che il Governo sta cercando di preservare, non certo la biodiversità italiana.”

LNDC Animal Protection ricorda che la biodiversità si protegge rafforzando gli strumenti scientifici, investendo nella prevenzione dei conflitti tra uomo e fauna selvatica, nel ripristino degli habitat, nella convivenza con le specie selvatiche e nel contrasto al bracconaggio. Tutto l’opposto di quanto prevede il DDL 1552.

L’inchiesta di Presa Diretta ha avuto il merito di portare nelle case degli italiani una discussione che finora è rimasta confinata nelle commissioni parlamentari e tra gli addetti ai lavori. LNDC Animal Protection auspica che questa maggiore consapevolezza spinga cittadini e istituzioni a fermare una riforma che rischia di compromettere irreversibilmente il patrimonio faunistico del nostro Paese.

La fauna selvatica è un bene comune, tutelato dalla Costituzione, non una risorsa da mettere a disposizione di una minoranza organizzata e di un mercato miliardario. Continueremo a opporci con ogni mezzo democratico e legale a questo tentativo di riscrivere la legge sulla caccia contro la scienza, contro la biodiversità e contro la volontà della stragrande maggioranza degli italiani”, conclude Rosati.

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