22 Mag, 2026
Continuano le azioni delle Associazioni in difesa del lupo in Abruzzo
22 Mag, 2026
Continuano le azioni delle Associazioni in difesa del lupo in Abruzzo

Le associazioni scrivono al Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio per chiedere di sospendere il piano lupo in Abruzzo e fermare qualsiasi ipotesi di abbattimento dei lupi.

Continua l’impegno delle associazioni animaliste, ambientaliste ed ecologiste in difesa del lupo e della fauna selvatica abruzzese. Dopo le note inviate ai Carabinieri Forestali e alle Procure di Sulmona e Avezzano sulla strage di lupi avvenuta nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, sedici associazioni (Altura, Animalisti italiani L’Aquila, Appennino Ecosistema, CAI Abruzzo, ENPA, Italia nostra, Io non ho paura del lupo, LAV, LIDA Sez. Teramo, LIPU, LNDC Animal Protection, ProNatura, Rewilding Apennines, Salviamo l’Orso, Touring Club Italiano, WWF) scrivono ora anche al Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, per chiedere una scelta chiara: fermare qualsiasi ipotesi di abbattimento dei lupi.

Le associazioni hanno apprezzato la condanna immediata dell’accaduto da parte del Presidente della Regione e la decisione annunciata dalla Regione Abruzzo di costituirsi parte civile nel procedimento, insieme ad alcune associazioni.

Nella lettera inviata alla Regione viene però chiesto un ulteriore passo avanti: che l’Abruzzo assuma una posizione chiara e definitiva rispetto al piano ISPRA sulla gestione del lupo. Il piano, dopo il declassamento europeo della specie, prevede infatti la possibilità di abbattimenti selettivi che, anche secondo lo stesso Istituto, dovrebbero restare misure eccezionali e subordinate a rigorose verifiche scientifiche.

Per l’Abruzzo la quota teorica massima autorizzabile è di 9 lupi l’anno, ma al momento la Regione non ha avviato alcun percorso concreto in questa direzione. Le associazioni chiedono che questa linea venga mantenuta anche in futuro, soprattutto alla luce delle continue morti causate dall’uomo, tra avvelenamenti, bracconaggio e altre attività illegali.

Alla luce della gravità dei recenti episodi di avvelenamento e del numero crescente di animali uccisi per cause antropiche, viene chiesto alla Regione un impegno esplicito: non dare seguito ad alcun piano di abbattimento dei lupi sul territorio abruzzese.

Contestualmente, si chiede che la Regione Abruzzo si faccia promotrice presso ISPRA di una linea nazionale che escluda dalle eventuali quote autorizzabili per le rimozioni tutti gli animali morti per cause antropiche dirette, come avvelenamenti e bracconaggio.

“Non si può ignorare che ancora oggi la principale causa di mortalità del lupo sia legata all’azione dell’uomo”, sottolineano le associazioni, che chiedono di trasformare questo momento drammatico in un’occasione per rafforzare la tutela della fauna selvatica.

Secondo i firmatari, proprio l’Abruzzo potrebbe diventare un esempio positivo di convivenza tra uomo e fauna, puntando su tutela, prevenzione e responsabilità, invece che sugli abbattimenti.

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