Accolta la costituzione dell’associazione nel procedimento per l’uccisione dell’orsa. Uno degli imputati è nel frattempo deceduto. Il prossimo appuntamento in Tribunale il 18 novembre, mentre il 21 dicembre è prevista la discussione
Importante aggiornamento nel procedimento penale per l’uccisione dell’orsa F36, trovata morta nell’agosto 2023 nei boschi della Val di Sole, in Trentino. Il Tribunale ha ammesso la costituzione di parte civile di LNDC Animal Protection, che continuerà quindi a seguire il processo attraverso il proprio Ufficio Legale per chiedere giustizia per l’orsa.
Nel frattempo, uno dei due imputati è deceduto e il procedimento proseguirà nei confronti dell’altro imputato, con rito abbreviato. È prevista anche l’audizione di un consulente tecnico nell’ambito del procedimento.
“L’ammissione della nostra costituzione di parte civile è un passaggio importante”, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection, “perché ci consente di continuare a essere presenti in questo processo e di rappresentare gli interessi di un animale che è stato ucciso e che non può avere voce in un’aula di tribunale. F36 è morta e non potrà più tornare nei boschi, ma abbiamo il dovere di chiedere che siano accertate le responsabilità per la sua uccisione”.
La vicenda di F36 si inserisce nella complessa e controversa gestione dei grandi carnivori in Trentino, dove negli ultimi anni l’associazione ha contestato ripetutamente le politiche e i provvedimenti che hanno portato all’uccisione di orsi e lupi e a un crescente clima di ostilità da parte della popolazione nei confronti di questi animali. Nel caso di F36, LNDC Animal Protection aveva già annunciato la propria intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento e ha ora ottenuto l’ammissione della propria costituzione.
Per l’orsa F36, l’associazione aveva anche ottenuto dal Consiglio di Stato l’annullamento dell’ordine di uccisione emesso dalla Provincia di Trento – confermato successivamente anche dalla Cassazione – a dimostrazione che l’orsa non doveva morire, né per mano dell’amministrazione pubblica né tanto meno per mano di killer non autorizzati.
“Continueremo a seguire ogni fase del processo con la massima attenzione”, prosegue Rosati. “La morte di F36 non può rimanere senza conseguenze: ogni uccisione di un animale selvatico rappresenta una perdita per il patrimonio naturale e deve essere sottoposta a un rigoroso accertamento giudiziario. Il nostro compito è restare al fianco di F36 fino alla fine del procedimento”.
Il processo proseguirà il 18 novembre con l’audizione dei consulenti tecnici. La discussione è invece fissata per il 21 dicembre
LNDC Animal Protection sarà presente a entrambe le udienze, continuando a chiedere che venga fatta piena luce sulle circostanze che hanno portato alla morte dell’orsa e che le eventuali responsabilità penali trovino una adeguata risposta da parte della magistratura.


