Quando abbiamo trovato Eolo e Tamburino, erano ancora insieme. Vagavano sulla strada, o almeno cercavano di farlo. Erano entrambi malati, anemici e terribilmente magri. Le forze li stavano abbandonando e non riuscivano quasi più a reggersi in piedi.
Non sappiamo quanto tempo abbiano trascorso in quelle condizioni né cosa sia accaduto prima del loro ritrovamento. Tutto lascia pensare che siano stati abbandonati insieme. Forse, fino a quel momento, erano stati l’unico conforto l’uno dell’altro.
Ma quando li abbiamo soccorsi, i loro corpi erano ormai allo stremo.
Eolo era ridotto a uno scheletro
Eolo era pelle e ossa. Ogni parte del suo corpo raccontava la fame, la malattia e un lungo periodo trascorso senza ricevere le cure di cui aveva bisogno.
Gli accertamenti veterinari hanno rivelato una situazione gravissima: un enorme calcolo aveva completamente ostruito le vie urinarie. Eolo non riusciva più a urinare e il suo organismo era ormai bloccato.
Non era possibile aspettare. Per salvarlo, i veterinari hanno dovuto sottoporlo immediatamente a un’uretrostomia, un delicato intervento necessario a liberare le vie urinarie e consentirgli di sopravvivere.
Tamburino portava nell’addome una massa di sette chili
Anche Tamburino era magrissimo e debilitato. Il suo addome, però, era enormemente gonfio.
Il contrasto tra il corpo consumato e la pancia tesa ci aveva fatto comprendere fin dal primo momento che la sua condizione era estremamente seria. Gli esami hanno evidenziato una grande massa alla milza. Tamburino è stato operato d’urgenza e i veterinari hanno asportato una neoformazione di sette chili, più pesante di lui.
La diagnosi ha confermato un emangiosarcoma, una patologia che rende necessario continuare a seguirlo con grande attenzione. Oggi Tamburino sta affrontando una chemioterapia orale e deve sottoporsi a controlli costanti.
Due vite salvate per pochi istanti
Eolo e Tamburino erano entrambi anemici e in condizioni critiche. Se il soccorso fosse arrivato anche solo poco più tardi, probabilmente non sarebbero sopravvissuti.
Hanno affrontato il ricovero, gli interventi, il dolore e giornate durante le quali ogni piccolo segnale di ripresa rappresentava una conquista. Ma non si sono arresi. Molto lentamente, hanno cominciato a recuperare le prime forze.
Salvarli non significa aver concluso il nostro lavoro
Oggi Eolo e Tamburino sono al sicuro, ma il loro percorso di cura è ancora lungo. Entrambi devono essere sottoposti a visite ed esami periodici, assumere farmaci e seguire un’alimentazione specifica, studiata per le loro condizioni.
Tamburino deve continuare la terapia oncologica. Eolo deve essere monitorato attentamente dopo il delicato intervento alle vie urinarie. Alcuni farmaci e alcune attenzioni li accompagneranno per tutta la vita.
Il loro salvataggio non si è concluso con gli interventi chirurgici. Continua ogni giorno, attraverso le cure, i controlli, l’assistenza e tutto ciò che sarà necessario per garantire loro una vita finalmente dignitosa.
Il volto dell’emergenza abbandono

Eolo e Tamburino sono due delle tante vittime che soccorriamo durante i mesi in cui l’emergenza abbandono diventa ancora più drammatica.
Animali anziani, malati, feriti o affetti da patologie croniche vengono lasciati soli proprio quando avrebbero maggiormente bisogno di protezione. Arrivano nei nostri rifugi e nelle cliniche stremati, dopo aver sopportato per giorni o settimane il dolore, la fame e la paura.
Dietro ogni vita salvata ci sono ricoveri, interventi chirurgici, esami, farmaci, terapie specialistiche, alimentazione specifica e assistenza quotidiana. Noi vogliamo continuare a esserci per tutti loro.
Aiutaci a non lasciarli soli adesso
Eolo e Tamburino hanno già affrontato una battaglia enorme. Oggi sono vivi perché qualcuno li ha trovati, soccorsi e portati in clinica prima che fosse troppo tardi. Ora hanno bisogno che le cure non si interrompano.
Con una donazione puoi aiutarci a sostenere il loro percorso e quello di tutti gli animali abbandonati che arrivano da noi in condizioni disperate.
IBAN: IT26D0538746040000038504584
Ogni contributo può diventare farmaci salvavita, interventi chirurgici, visite specialistiche, ricoveri e alimentazione specifica.
Eolo e Tamburino sono sopravvissuti insieme. Aiutiamoli, insieme, a tornare a vivere.


