L’animale sarebbe rimasto esposto al sole, senza alcun riparo. Rosati: «Non bastano l’indignazione e la rabbia: ora servono accertamenti rigorosi per ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità»
I suoi lamenti hanno attraversato la strada nel primo pomeriggio, quando il caldo era più intenso. Poi, prima che qualcuno riuscisse a salvarlo, è arrivato il silenzio.
È morto così, su un terrazzo di via Domenico Colasanto, nella frazione di Arpino a Casoria, il cane al centro di una vicenda sulla quale LNDC Animal Protection ha presentato denuncia alle autorità competenti, affinché venga fatta piena luce sull’accaduto.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, intorno alle 14 di domenica 2 agosto una residente avrebbe sentito l’animale lamentarsi. Affacciandosi, lo avrebbe visto in evidente difficoltà su un terrazzo completamente esposto al sole, senza alcun riparo idoneo e con accanto una sola ciotola. La donna avrebbe quindi avvisato la Polizia locale, ma il cane sarebbe morto prima di poter essere soccorso.
LNDC: «Accertare la causa della morte»
Al momento non risultano disponibili un referto veterinario o gli esiti di un esame necroscopico. Sebbene le condizioni ambientali descritte facciano temere che il caldo e la prolungata esposizione al sole possano avere avuto un ruolo determinante, soltanto gli accertamenti veterinari potranno stabilire con certezza la causa del decesso.
Con la denuncia, LNDC Animal Protection chiede che venga ricostruita l’intera vicenda: chi avesse la custodia del cane, da quanto tempo l’animale si trovasse sul terrazzo, quali condizioni gli fossero state garantite e se vi siano condotte penalmente rilevanti.
«Un cane che piange sotto il sole, confinato su un terrazzo senza possibilità di trovare riparo, non può diventare un rumore di fondo. Se le circostanze raccontate saranno confermate, ci troveremmo davanti a una sofferenza gravissima che si sarebbe potuta evitare», dichiara Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection.
«Ora, però, non bastano l’indignazione e la rabbia. Servono accertamenti rigorosi, a partire dall’esame del corpo, per capire come sia morto questo animale e individuare eventuali responsabilità. La nostra denuncia nasce dalla volontà di ottenere risposte fondate sui fatti e fare in modo che la sua morte non venga archiviata nel silenzio».
Da verificare anche l’eventuale attività nel settore animale
La stampa locale ha riferito anche che la persona collegata all’immobile potrebbe gestire un’attività commerciale nel settore degli animali. Si tratta, allo stato attuale, di una circostanza non verificata.
Qualora trovasse conferma, LNDC Animal Protection ritiene necessario che le autorità competenti effettuino controlli anche sulle autorizzazioni e sulle condizioni in cui verrebbero eventualmente detenuti altri animali, senza anticipare conclusioni prima dell’esito degli accertamenti.
L’associazione invita infine chiunque sia in possesso di fotografie, filmati o informazioni utili a metterli a disposizione delle forze dell’ordine o inviarli allo sportello legale di LNDC Animal Protection all’indirizzo email avvocato@lndcanimalprotection.org. In casi come questo, una segnalazione tempestiva può fare la differenza, ma sono le prove a permettere di ricostruire i fatti e ottenere giustizia.


