24 Lug, 2026
Cagnolona lanciata dal quarto piano nel Catanese, LNDC Animal Protection denuncia: “Una crudeltà indicibile. Se confermato il precedente del 2020, è inaccettabile che questa persona abbia potuto detenere un altro cane”
24 Lug, 2026
Cagnolona lanciata dal quarto piano nel Catanese, LNDC Animal Protection denuncia: “Una crudeltà indicibile. Se confermato il precedente del 2020, è inaccettabile che questa persona abbia potuto detenere un altro cane”

L’associazione presenta denuncia e seguirà da vicino il procedimento giudiziario. Un ringraziamento all’attivista che ha tentato di salvare Betty Boop. LNDC Animal Protection chiede al Sindaco un’ordinanza che vieti alla responsabile di detenere animali e un monitoraggio costante da parte delle istituzioni affinché una tragedia simile non possa più ripetersi.

LNDC Animal Protection esprime profondo dolore per la morte di Betty Boop, la cagnolona lanciata dal quarto piano di una palazzina a San Giovanni La Punta, in provincia di Catania. Nonostante il tempestivo soccorso e i disperati tentativi dei veterinari di salvarle la vita, le gravissime lesioni riportate nella caduta si sono rivelate fatali.

L’associazione desidera innanzitutto rivolgere un sentito ringraziamento a Ilaria Fagotto, l’attivista che, senza esitazione, è intervenuta per soccorrere la cagnolona e che si è battuta fino all’ultimo perché potesse sopravvivere.

Di fronte a questa vicenda, LNDC Animal Protection comunica di aver sporto denuncia e seguirà il procedimento giudiziario fino alla sua conclusione, affinché vengano accertate tutte le responsabilità e sia resa giustizia a Betty Boop.

Non esistono parole adeguate per commentare un gesto simile“, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. Lanciare un cane dal quarto piano significa infliggergli una sofferenza indicibile e dimostrare un’assoluta incapacità di rispettare la vita. Betty Boop ha lottato fino all’ultimo, ma il suo corpo non ha retto alla violenza subita. La sua morte non può e non deve restare senza conseguenze.”

A rendere questa vicenda ancora più inquietante è quanto riportato dagli organi di stampa, secondo cui la persona ritenuta responsabile si sarebbe già resa protagonista di un episodio analogo nel 2020, quando avrebbe provocato la morte di un altro cane.

Se davvero questa persona aveva già ucciso un altro cane nel 2020, è semplicemente inconcepibile che abbia potuto detenere nuovamente un animale“, prosegue Rosati. “Non possiamo continuare ad assistere a tragedie annunciate. Chi si è già reso responsabile di gravissimi maltrattamenti non dovrebbe avere la possibilità di prendere con sé altri animali, esponendoli allo stesso rischio.”

Per questo LNDC Animal Protection chiede formalmente al Sindaco del Comune di San Giovanni La Punta di adottare un’ordinanza che vieti alla persona coinvolta di detenere animali per prevenire il ripetersi di fatti di questo tipo, con la consapevolezza che un tale provvedimento non è sufficiente se non viene accompagnato da controlli concreti.

Le ordinanze servono a poco se poi nessuno verifica che vengano rispettate“, sottolinea Rosati. “Per questo chiediamo che, una volta disposto il divieto di detenere animali, sia attivato anche un monitoraggio costante e coordinato da parte del Comune, della Polizia Locale, della ASL veterinaria e dei Servizi Sociali. Solo una rete di controlli periodici può evitare che un’altra vita venga spezzata nell’indifferenza generale.”

LNDC Animal Protection rinnova infine l’appello a tutti i cittadini affinché segnalino tempestivamente alle forze dell’ordine e alle associazioni qualsiasi situazione di maltrattamento o di grave pericolo per gli animali. Troppo spesso sono proprio le segnalazioni dei vicini o dei passanti a rappresentare l’unica possibilità di salvare una vita.

Foto: Facebook Ilaria Fagotto

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