23 Lug, 2026
Addio a Giuliano, il gigante buono che ha trasformato il dolore in fiducia
23 Lug, 2026
Addio a Giuliano, il gigante buono che ha trasformato il dolore in fiducia

Salvato da un allevamento e colpito da un osteosarcoma, Giuliano ha affrontato l’amputazione di una zampa e lunghi mesi di chemioterapia con la dolcezza di sempre. Quando il male è tornato più aggressivo, gli siamo rimasti accanto fino all’ultimo respiro.

Ci sono animali che attraversano la nostra vita e altri che, quasi senza accorgercene, diventano parte di noi. Giuliano era uno di loro. Un Cane Corso grande e imponente, ma di una dolcezza infinita. Il nostro gigante buono.

Giuliano ci ha lasciati dopo aver affrontato la malattia con una forza silenziosa e una fiducia negli esseri umani che, nonostante tutto ciò che aveva vissuto, non aveva mai perduto.

Scrivere queste parole è difficile. Perché Giuliano non era soltanto uno dei tanti animali salvati da LNDC Animal Protection. Era diventato una presenza familiare, un cane capace di entrare nel cuore delle persone con un gesto semplice, con uno sguardo, con quella sua testa grande che cercava le nostre gambe e vi si appoggiava dolcemente.

Era il suo modo di chiederci di restare. Forse era anche il suo modo di dire grazie.

Lo scorso Natale avevamo raccontato la sua storia e il difficile cammino che aveva già affrontato. In tantissimi avevano imparato a conoscerlo, a preoccuparsi per lui e a fare il tifo per ogni suo piccolo progresso.

Lo avevamo salvato da un allevamento in cui gli animali non ricevevano le cure di cui avevano bisogno. Giuliano era una delle tante vittime di un sistema che troppo spesso riduce gli animali a merce, da produrre e vendere, invece di riconoscerli per ciò che sono: vite da rispettare e proteggere. La sua storia ci ricorda che l’amore non si compra e che nessun animale dovrebbe mai essere trattato come un oggetto.

Era arrivato da noi con il corpo segnato dalla malattia, ma con una dolcezza disarmante, rimasta intatta nonostante tutto. Gli esami avevano rivelato la leishmaniosi, successivamente negativizzata, e un osteosarcoma in stadio avanzato a una zampa. La diagnosi aveva imposto una decisione difficile ma necessaria: per provare a salvargli la vita, Giuliano era stato sottoposto all’amputazione dell’arto malato. Era diventato un cane tripode. Ma Giuliano non si era arreso.

Aveva imparato a trovare un nuovo equilibrio e a camminare sulle sue tre zampe. Un passo dopo l’altro, con prudenza ma anche con quella determinazione quieta che lo accompagnava in ogni momento.

Dopo l’intervento aveva affrontato la chemioterapia, le terapie quotidiane, gli esami e i controlli periodici. Aveva continuato a sottoporsi alla fisioterapia, lavorando con pazienza per rafforzare il corpo e muoversi con maggiore sicurezza. Affrontava tutto con una dolcezza che commuoveva, e ogni suo piccolo progresso diventava per noi una conquista.

Per un periodo abbiamo sperato che il peggio fosse passato. Poi il male è tornato. È tornato più aggressivo di prima, portandoci via, una dopo l’altra, le speranze alle quali ci eravamo aggrappati. Le terapie e tutto l’amore che potevamo offrirgli non sono riusciti a fermarlo.

Giuliano ci ha lasciati. Ma questa volta non era dietro le sbarre di una struttura, invisibile e dimenticato. Non era solo.

Se n’è andato circondato dalle persone che lo avevano curato, protetto e accompagnato per tutto il suo cammino. Se n’è andato sapendo cosa significano una carezza, una coperta sistemata con cura, una voce conosciuta e una mano che resta anche quando non può più promettere la guarigione.

La sua storia non è una storia di sconfitta. La malattia ha potuto fermare il suo corpo, ma non ha cancellato ciò che Giuliano ha lasciato dentro ognuno di noi. Ci ha ricordato che salvare un animale non significa soltanto sottrarlo a una situazione di pericolo. Significa restare. Restare durante le notti difficili e quando le notizie tolgono il respiro. Significa esserci anche quando non è più possibile guarire, ma è ancora possibile proteggere, alleviare il dolore e donare dignità.

Giuliano è stato amato da tantissime persone. A chi ha seguito la sua storia, ha chiesto notizie di lui, ha contribuito alle sue cure o gli ha rivolto anche soltanto un pensiero, va il nostro grazie.

Noi continueremo a ricordarlo così: con lo sguardo dolce e la testa appoggiata alle nostre gambe.

Ciao Giuliano, nostro gigante buono.

Non abbiamo potuto trattenerti per sempre, ma ti abbiamo amato fino all’ultimo giorno. E continueremo a portarti con noi, in ogni vita che proveremo a salvare.

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