La proposta del sindaco di San Giorgio su Legnano di chiedere 20 euro per ogni animale domestico, pur presentata come contributo volontario, rischia di alimentare una narrazione sbagliata e divisiva. LNDC Animal Protection: «Le famiglie con figli vanno sostenute con politiche pubbliche serie, non contrapponendo bambini e animali».
LNDC Animal Protection esprime forte perplessità rispetto alla proposta avanzata dal sindaco di San Giorgio su Legnano, Claudio Ruggeri, di chiedere ai cittadini un contributo volontario di 20 euro per ogni animale domestico, destinato a sostenere i servizi per l’infanzia.
Pur prendendo atto che il primo cittadino abbia definito l’iniziativa una “provocazione” e non una vera tassa, riteniamo che il messaggio veicolato sia profondamente sbagliato. Mettere, anche solo simbolicamente, in contrapposizione bambini e animali significa alimentare una narrazione divisiva, che non aiuta né le famiglie né gli animali né la comunità.
La denatalità è un tema serio, complesso, che merita risposte strutturali e politiche pubbliche adeguate. Non può essere affrontata lasciando intendere che chi vive con un cane, un gatto o un altro animale domestico debba in qualche modo “compensare” una scelta di vita, come se l’amore e la responsabilità verso un animale fossero alternativi alla genitorialità.
Nella realtà, molte famiglie hanno figli e animali. Molte persone scelgono di adottare un cane o un gatto insieme ai propri bambini, educandoli al rispetto, all’empatia e alla cura. Altre persone non hanno figli per ragioni personali, economiche, di salute o di vita, e trovano nella relazione con un animale un legame profondo, affettivo e spesso fondamentale contro solitudine e isolamento. Ogni percorso merita rispetto.
Chi vive con un animale, inoltre, sostiene già costi importanti e spesso molto gravosi. Le cure veterinarie, l’alimentazione, i farmaci, la prevenzione e tutto ciò che serve per garantire benessere e salute agli animali sono interamente a carico delle famiglie. In Italia, peraltro, prestazioni veterinarie e alimenti per animali sono ancora gravati da un’IVA al 22%, come se si trattasse di beni e servizi non essenziali. Da anni LNDC Animal Protection chiede invece che venga riconosciuto il ruolo sociale degli animali e che siano introdotte misure concrete di sostegno, a partire dalla riduzione dell’IVA e da strumenti di tutela per chi non riesce a sostenere spese veterinarie spesso molto elevate.
“Una persona che adotta un cane o un gatto compie una scelta di responsabilità, spesso anche alleggerendo indirettamente il peso sul sistema pubblico”, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Chiedere ulteriori contributi, anche se definiti volontari, significa ignorare i sacrifici quotidiani che tante famiglie affrontano per garantire cure, cibo e assistenza ai propri animali”.
È comprensibile che un Comune cerchi risorse per aiutare le famiglie in difficoltà, soprattutto quando aumentano i costi dei servizi scolastici. Ma la risposta non può essere quella di suggerire, neppure provocatoriamente, che chi vive con un animale debba farsi carico di una sorta di contributo morale aggiuntivo.
LNDC Animal Protection invita quindi il sindaco Ruggeri e tutte le amministrazioni locali a evitare proposte che rischiano di alimentare contrapposizioni sterili. La comunità si costruisce con politiche pubbliche serie, inclusive e lungimiranti. Non individuando categorie da chiamare alla cassa sulla base delle proprie scelte affettive e familiari.


