5 Set, 2025
Sfattoria degli Ultimi: associazioni denunciano mancanze della Regione Lazio e chiedono interventi
5 Set, 2025
Sfattoria degli Ultimi: associazioni denunciano mancanze della Regione Lazio e chiedono interventi

ENPA, LNDC Animal Protection, LAV e Rete dei Santuari hanno inviato una lettera alle istituzioni competenti denunciando le gravi carenze nella gestione degli animali sequestrati presso “La Sfattoria degli Ultimi”. Mentre il Comune di Roma ha attivato risorse e servizi per quanto di sua competenza, la Regione Lazio continua a non assumersi le proprie responsabilità, lasciando il peso dell’assistenza sugli animali a volontari già allo stremo.

Le associazioni ENPA, LNDC Animal Protection, LAV e Rete dei Santuari hanno scritto alle istituzioni coinvolte per segnalare le gravi criticità nella custodia degli animali sequestrati presso la struttura “La Sfattoria degli Ultimi”. La gestione attuale, caratterizzata da disorganizzazione e mancanza di risorse, sta mettendo a rischio la sopravvivenza di animali già in condizioni di salute precarie.

Se da un lato il Comune di Roma ha risposto attivando un veterinario, stanziando fondi per cibo e materiali e garantendo un costante dialogo con i volontari, dall’altro lato emerge in tutta la sua gravità l’inerzia della Regione Lazio. Gli animali sotto la sua custodia – nello specifico cinghiali e ibridi – sono infatti assistiti esclusivamente grazie agli sforzi straordinari e ormai insostenibili dei volontari. Una situazione inaccettabile, che evidenzia la mancata assunzione di responsabilità da parte della Regione, nonostante l’obbligo giuridico e morale di garantire cure adeguate.

Le associazioni denunciano inoltre ritardi nelle profilassi sanitarie e la promiscuità tra maschi e femmine che rischia di provocare nuove nascite incontrollate. A ciò si aggiungono problemi strutturali – dalla rete elettrica pericolante alla carenza di recinti adeguati, dagli accessi alle stalle completamente bloccati che impediscono agli animali di uscire liberamente alla mancata gestione dei rifiuti – e l’assenza di un piano organizzativo e di gestione economica. Tutti questi problemi devono essere risolti con il coinvolgimento diretto e l’intervento attivo dell’ARSIAL, agenzia della Regione Lazio e proprietaria della struttura.

Non è ammissibile che il destino di animali già segnati da sofferenze e abbandono dipenda unicamente dalla buona volontà dei cittadini e dei volontari” – dichiarano le Associazioni.La Regione Lazio deve assumersi subito le proprie responsabilità e garantire risorse, personale e cure adeguate. Abbiamo scritto una lettera alla Regione e all’ARSIAL evidenziando tutte le criticità, ma non abbiamo ricevuto risposta. Ogni ulteriore ritardo non solo peggiora le condizioni degli animali, ma rappresenta un grave fallimento delle istituzioni nel rispettare il proprio ruolo di custodi della legalità e del benessere animale.

Le associazioni chiedono quindi alla Regione l’attivazione immediata di un tavolo di concertazione e interventi concreti per assicurare cure veterinarie costanti, approvvigionamenti stabili, la separazione immediata degli animali per evitare nuove nascite e lavori di messa in sicurezza e adeguamento della struttura, nell’interesse primario degli animali e nel rispetto dei loro diritti fondamentali.

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