Lo abbiamo trovato abbandonato in aperta campagna, ridotto pelle e ossa. Non aveva più nulla, ma nei suoi occhi brillava ancora una dolcezza silenziosa. Ora Stitch è con noi. E ha bisogno di tutti.
Certe storie non iniziano con un abbaio, un guaito o una corsa felice. Certe storie iniziano in silenzio.
Con uno sguardo basso, il passo incerto, un corpo magro fino all’osso, consumato dalla fame, dall’abbandono, dalla solitudine.
Così è iniziata la storia di Stitch. Un cane abbandonato in aperta campagna, probabilmente lasciato indietro da chi ha smesso di considerarlo utile. Lo abbiamo trovato per caso, ma è bastato un attimo per capire che non potevamo lasciarlo lì.
Il suo corpo raccontava tutto: l’estrema magrezza, un’escrescenza visibile all’occhio, difficoltà nel camminare. Ogni suo movimento era una richiesta d’aiuto. Ma ancora più delle ferite visibili, era lo sguardo a colpire: un misto di rassegnazione e dolcezza. Quella dolcezza disarmante che solo chi ha sofferto tanto riesce ancora a conservare.

Lo abbiamo preso tra le braccia, con la massima urgenza. Stitch è stato subito ricoverato in clinica. È rimasto lì per diversi giorni. È stato operato all’occhio e curato con tutte le attenzioni possibili. Per fortuna, il tumore si è rivelato benigno. Ma non era solo quello.
Stitch soffriva — e ancora oggi soffre — di un’importante forma di giardiosi, che ha probabilmente compromesso la sua capacità di assimilare i nutrienti. Per questo motivo non riesce a prendere peso, e il suo corpo, nonostante le cure, continua a restare fragile.
La sua è una battaglia lunga e silenziosa, fatta di piccoli miglioramenti, ricadute, pazienza.
Lo stiamo curando con un’alimentazione specifica, scelta su misura per lui, e con una terapia mirata che lo accompagna giorno dopo giorno. Ogni dettaglio è importante. Ogni visita, ogni controllo, ogni carezza.
E lui, Stitch, non ha mai smesso di fidarsi. Si lascia accarezzare, cerca lo sguardo di chi si prende cura di lui. Non abbaia, non si agita, ma si accoccola tra le sue coperte pulite e resta lì, come a dire: adesso posso fermarmi un attimo. È in quel momento che lo guardiamo dormire. Con tenerezza. E quando si sveglia, ci guarda. Con quegli occhi che sembrano dire solo una cosa: non lasciatemi mai più solo.
Stitch oggi è in rifugio, accolto con amore da chi ogni giorno lavora per dargli la possibilità di riprendersi.
Ma non è l’unico.LNDC Animal Protection si prende cura, ogni giorno, di oltre 35.000 animali in difficoltà.
Ognuno con la sua storia, ognuno con le sue ferite, ognuno con il bisogno profondo di essere visto, riconosciuto, curato, rispettato.
Nei nostri rifugi, accanto a Stitch, ci sono cani malati, anziani, salvati da maltrattamenti, abbandono, incidenti, incuria. C’è chi ha bisogno di ricoveri d’urgenza, interventi chirurgici, fisioterapia, farmaci salvavita, cibo terapeutico.
Tutto questo è possibile solo grazie al sostegno di chi ci è accanto.
Aiutaci a non interrompere la cura di Stitch
Questo Natale, mentre tanti animali come lui stanno ancora aspettando una carezza che non arriva, noi continuiamo a curarlo. Ma Stitch ha bisogno di tempo, attenzione, risorse, presenza. E noi, per garantirgli tutto questo, abbiamo bisogno di te.
La tua donazione significa: un’alimentazione specifica, terapie mirate, visite specialistiche, monitoraggi continui, un rifugio caldo, pulito, sicuro.
Ogni gesto è una possibilità di guarigione. Ogni dono, una speranza concreta.
Dona ora per Stitch. Perché non possiamo fermarci proprio adesso.
Perché anche un box riscaldato, con una coperta pulita e una terapia che funziona, può essere il suo Natale.


