17 Mar, 2026
Lupo in Toscana: LNDC Animal Protection ricorre al TAR contro il progetto “Lupus Etruriae”
17 Mar, 2026
Lupo in Toscana: LNDC Animal Protection ricorre al TAR contro il progetto “Lupus Etruriae”

L’associazione contesta il finanziamento pubblico a un progetto di monitoraggio dei lupi in Toscana promosso da Coldiretti e Federcaccia: “Grave conflitto di interessi e rischio di dati non scientificamente indipendenti”.  Nel ricorso, LNDC Animal Protection evidenzia inoltre possibili criticità nella gestione dei fondi pubblici e chiede la sospensione del progetto per evitare attività potenzialmente disturbanti per gli animali.

LNDC Animal Protection ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana contro la decisione della Regione di inserire tra i progetti finanziabili il progetto denominato “Lupus Etruriae”, nell’ambito del bando relativo al sostegno ai Gruppi Operativi del partenariato europeo per l’innovazione in agricoltura.

Il progetto, promosso da un Gruppo Operativo riconducibile alla Federazione Regionale Coldiretti Toscana in qualità di capofila e con Federcaccia Toscana tra i partner, prevede attività di monitoraggio e studio della presenza del lupo nel territorio regionale attraverso l’utilizzo di strumenti come fototrappole, tecniche di rilevazione acustica e analisi genetiche, con l’obiettivo dichiarato di raccogliere dati sulla distribuzione della specie e sulla struttura dei branchi presenti nelle aree rurali della Toscana.

Secondo LNDC Animal Protection, tuttavia, l’inserimento di questo progetto tra quelli finanziabili presenta gravi criticità.

Abbiamo deciso di impugnare questo provvedimento perché riteniamo evidente il conflitto di interessi nella composizione del partenariato proponente”, dichiara Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection. “Coldiretti e Federcaccia sono soggetti che da anni sostengono pubblicamente politiche di contenimento della popolazione di lupi e rappresentano interessi economici e associativi direttamente coinvolti nel dibattito sulla gestione di questa specie protetta”.

Secondo LNDC Animal Protection, affidare attività di monitoraggio scientifico del lupo a soggetti che hanno già espresso una posizione fortemente critica sulla presenza della specie rischia di compromettere l’imparzialità e l’indipendenza dei dati raccolti.

Nel ricorso depositato al TAR, l’associazione evidenzia come il progetto si fondi su una rappresentazione della presenza del lupo come fattore strutturalmente negativo per il sistema produttivo agricolo, indicato come causa di perdite economiche per le aziende zootecniche e come problema da contenere. Un’impostazione che, secondo LNDC, introduce un evidente “bias scientifico” fin dalla fase progettuale e rischia di orientare l’intero monitoraggio verso risultati funzionali a future politiche di gestione della specie.

Il lupo è una specie protetta dalla normativa europea e svolge un ruolo fondamentale negli ecosistemi naturali”, prosegue Pezone. “Le attività di monitoraggio devono essere condotte da soggetti scientificamente indipendenti e privi di interessi diretti nella gestione o nel contenimento della specie. Solo così è possibile garantire dati realmente affidabili e utili alla tutela della biodiversità”.

Nel ricorso l’associazione contesta inoltre l’utilizzo di circa 300.000 euro di risorse pubbliche per un progetto che, di fatto, rappresenta un un servizio di monitoraggio della fauna selvatica destinato a supportare le decisioni della Regione, senza che tale attività sia stata affidata tramite una procedura pubblica aperta.

LNDC Animal Protection ha chiesto al TAR anche l’adozione di sospendere l’efficacia del provvedimento e impedire l’avvio delle attività previste dal progetto in attesa della decisione di merito, evidenziando come alcune tecniche di rilevamento previste – come il cosiddetto wolf howling, che stimola artificialmente la risposta vocale dei lupi – possano avere effetti disturbanti sul comportamento naturale degli animali se utilizzate senza adeguate garanzie metodologiche.

Le politiche pubbliche sulla gestione della fauna selvatica devono basarsi su dati scientifici indipendenti e su un approccio realmente orientato alla conservazione della biodiversità. Per questo continueremo a vigilare affinché la tutela del lupo e degli ecosistemi non venga subordinata a interessi di parte”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.

LNDC Animal Protection seguirà l’evoluzione del procedimento davanti al TAR della Toscana e continuerà a battersi in tutte le sedi istituzionali e giudiziarie per garantire la corretta tutela della fauna selvatica e il rispetto della normativa europea in materia di biodiversità.

Altri articoli:

Queste sono le azioni che ci vedono in prima linea, aiutaci a proseguirle

Restiamo in contatto

Segui le nostre azioni i difesa degli animali

Share This