Dopo il via libera delle Commissioni Ambiente e Agricoltura del Senato al DDL 1552 sulla caccia, LNDC Animal Protection denuncia un provvedimento gravissimo che smantella la tutela della fauna selvatica in Italia. Dalla caccia in spiaggia all’estensione dei territori cacciabili, fino all’apertura ai cacciatori stranieri senza limiti: per l’associazione si tratta di una pericolosa deriva ideologica e filo-venatoria portata avanti dal Governo a scapito di animali, ambiente e sicurezza pubblica.
LNDC Animal Protection esprime profonda preoccupazione e indignazione per il testo del DDL 1552 sulla caccia, approvato dalle Commissioni Ambiente e Agricoltura del Senato e ora diretto all’esame dell’Aula.
Secondo l’associazione, il provvedimento rappresenta uno dei più gravi attacchi degli ultimi decenni alla fauna selvatica e alla tutela ambientale nel nostro Paese, costruito per rispondere esclusivamente agli interessi del mondo venatorio e delle relative lobby politiche ed economiche.
Il disegno di legge introduce infatti una lunga serie di misure estremamente pericolose: dalla possibilità di estendere la caccia a territori finora esclusi come spiagge, foreste demaniali, aree innevate e persino parchi, fino all’allungamento dei periodi di caccia e all’abbattimento di specie oggi protette o non cacciabili in molte aree.
Particolarmente grave, secondo LNDC Animal Protection, è il ritorno della possibilità di cacciare sulle spiagge e nel demanio marittimo, nonostante le precedenti rassicurazioni del Ministro Francesco Lollobrigida che aveva accusato le associazioni ambientaliste e animaliste di diffondere “fake news” proprio su questo tema.
“Oggi emerge chiaramente chi stava raccontando falsità ai cittadini,” dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Questo Governo continua a piegarsi alle richieste del mondo venatorio ignorando completamente la volontà della maggioranza degli italiani, che chiede più tutela per gli animali e per la biodiversità, non certo più fucili sulle spiagge o nei boschi. Si sta tentando di trasformare il territorio italiano in una gigantesca riserva di caccia.”
LNDC Animal Protection sottolinea inoltre la gravità dell’apertura indiscriminata ai cacciatori stranieri e della sostanziale impossibilità per i cittadini di sottrarre i propri terreni all’attività venatoria, situazione che secondo l’associazione compromette non solo la tutela della fauna ma anche la sicurezza pubblica e i diritti dei proprietari.
“È inquietante che si continui a legiferare in favore delle armi e della caccia mentre l’Europa richiama l’Italia per le possibili violazioni della Direttiva Uccelli contenute in questo testo,” prosegue Rosati. “Questo DDL non nasce da valutazioni scientifiche o esigenze ambientali reali: è una scelta ideologica e politica che sacrifica animali, ecosistemi e sicurezza dei cittadini per accontentare una minoranza rumorosa.”
LNDC Animal Protection evidenzia anche come la progressiva estensione della caccia in aree frequentate da famiglie, escursionisti e turisti rischi di aumentare ulteriormente situazioni di pericolo già oggi molto diffuse sul territorio nazionale.
L’associazione chiede quindi che il disegno di legge venga fermato prima dell’approvazione definitiva e annuncia che continuerà a mobilitarsi, insieme al mondo ambientalista e animalista, contro un provvedimento definito “devastante per la fauna selvatica e per il futuro del patrimonio naturale italiano”.
“Difendere gli animali selvatici oggi significa difendere anche la libertà e la sicurezza dei cittadini,” conclude Rosati. “Non possiamo accettare che il nostro Paese venga consegnato agli interessi della lobby venatoria.”


