7 Apr, 2026
Strage di cani nelle Marche: identificato un sospettato. LNDC Animal Protection: “Sistema di morte inaccettabile, ora giustizia”
7 Apr, 2026
Strage di cani nelle Marche: identificato un sospettato. LNDC Animal Protection: “Sistema di morte inaccettabile, ora giustizia”

Dopo mesi di indagini emerge un presunto responsabile nel caso dei 55 cani uccisi tra Porto Recanati e Loreto, nelle Marche. LNDC Animal Protection, che aveva già sporto denuncia, chiede pene adeguate e denuncia una cultura che considera gli animali “scarti”.

LNDC Animal Protection torna a intervenire sulla terribile vicenda dei cani uccisi e abbandonati tra Porto Recanati e Loreto, alla luce dei nuovi sviluppi investigativi che segnano una svolta significativa nel caso. Secondo quanto riportato dalla stampa, dopo due mesi di indagini contro ignoti, i Carabinieri Forestali del Conero, coordinati dalla Procura di Macerata, avrebbero individuato un presunto responsabile: si tratterebbe di un professionista del settore cinofilo originario di Loreto, attivo da anni nell’ambito e ora formalmente iscritto nel registro degli indagati.

Secondo quanto emerso, non si tratterebbe di un gesto isolato ma di un vero e proprio sistema organizzato di eliminazione degli animali. L’ipotesi investigativa parla infatti di uno “smaltimento” sistematico di cani ritenuti non più idonei alla caccia o comunque non più utili, considerati un peso economico. Prima di essere abbandonati senza vita tra i rifiuti, ai cani sarebbero stati rimossi con precisione i microchip, a dimostrazione di un’azione pianificata e reiterata nel tempo.

LNDC Animal Protection, che aveva già presentato denuncia appena venuta a conoscenza dei fatti, esprime profondo sdegno per quanto emerso.

Se queste ipotesi saranno confermate, ci troveremo di fronte a un sistema di morte lucido e organizzato, in cui esseri viventi vengono trattati come rifiuti da smaltire quando non sono più ‘utili’” dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “È una visione aberrante, che calpesta ogni principio etico e ogni forma di rispetto per la vita.

L’associazione sottolinea anche un altro aspetto particolarmente grave della vicenda: il silenzio che avrebbe circondato per lungo tempo quanto accadeva nell’area.

È inquietante pensare che segnali e sospetti possano essere rimasti inascoltati o ignorati” prosegue la Presidente. “Il silenzio e l’omertà non sono mai neutrali: contribuiscono a legittimare la violenza.”

LNDC Animal Protection evidenzia inoltre l’inadeguatezza delle attuali pene previste per reati di questo tipo.

Di fronte a una strage di tali proporzioni, le sanzioni previste appaiono del tutto insufficienti, nonostante il recente inasprimento”, continua Rosati. “Non è accettabile che chi si rende responsabile di simili atrocità rischi pene minime, totalmente sproporzionate rispetto alla gravità dei fatti.

Nonostante l’amarezza causata da questa drammatica vicenda, LNDC Animal Protection ringrazia gli inquirenti per il lavoro svolto che ha portato all’individuazione di un sospettato.

Oggi, almeno, questo orrore potrebbe finalmente avere un volto e un nome” conclude Rosati. “Continueremo a seguire ogni sviluppo e a batterci affinché venga fatta piena giustizia per questi animali.”

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