18 Mar, 2026
Caso Aptuit Verona: verso l’ammissione della messa alla prova. LNDC Animal Protection: “Scelta inadeguata, rifiuteremo il risarcimento”
18 Mar, 2026
Caso Aptuit Verona: verso l’ammissione della messa alla prova. LNDC Animal Protection: “Scelta inadeguata, rifiuteremo il risarcimento”

Nel corso dell’udienza odierna il giudice, a seguito della richiesta di messa alla prova formulata dalla veterinaria imputata nel secondo processo relativo al caso Aptuit di Verona, ha stabilito un risarcimento di 1.000 euro in favore di LNDC Animal Protection come parte civile. L’associazione, pur prendendo atto della decisione, ribadisce la propria netta contrarietà a questa misura per reati di tale gravità e annuncia che non accetterà la somma stabilita, ritenendola simbolicamente e sostanzialmente inadeguata, e lo farà presente alla prossima udienza del 23 giugno fissata per l’ammissione della messa alla prova.

LNDC Animal Protection informa che di aver partecipato all’udienza odierna relativa al secondo processo sul caso Aptuit di Verona che vede come imputata una veterinaria per gravi irregolarità nella gestione degli animali utilizzati nei laboratori, a cui sono contestati i reati di maltrattamento e uccisione di animali.  Il giudice, facendo seguito alla richiesta di messa alla prova formulata dalla veterinaria, ha disposto un risarcimento pari a 1.000 euro in favore dell’associazione.

La prossima udienza è stata fissata per il 23 giugno, data in cui verrà formalizzata l’ammissione alla messa alla prova. In tale occasione, LNDC Animal Protection farà presente che non accetterà la somma prevista a titolo di risarcimento.

Riteniamo che l’istituto della messa alla prova, pur espressamente previsto in questi casi dall’ordinamento, non costituisca una risposta adeguata in relazione alla gravità dei reati a danno degli animali” – dichiara Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection. “Le condotte oggetto di imputazione, a nostro avviso sarebbero meritevoli di un pieno accertamento in sede dibattimentale, al fine di verificare compiutamente le responsabilità penali e, ove accertate, pervenire all’irrogazione di una pena proporzionata”.

LNDC Animal Protection sottolinea inoltre come il risarcimento previsto non possa in alcun modo essere considerato congruo rispetto alla portata dei fatti oggetto del procedimento.

La somma stabilita è del tutto simbolica e non rappresenta in alcun modo un segnale adeguato sotto il profilo della giustizia”, prosegue Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Per questo motivo abbiamo deciso di rifiutarla formalmente: la nostra battaglia non è economica, ma di principio. Ciò che chiediamo è giustizia”.

Continueremo a batterci per avere una norma che escluda dall’applicazione della messa alla prova i reati contro gli animali. Nel caso di specie, i macachi usati per la vivisezione nei laboratori Aptuit sono stati sottoposti secondo l’accusa a sofferenze e uccisioni non necessarie, ma tutto verrà cancellato con un semplice programma di lavori socialmente utili. Tutto questo è inaccettabile”, conclude Rosati.

LNDC Animal Protection conferma il proprio impegno costante nella tutela degli animali e nella richiesta di una giustizia più rigorosa ed efficace nei confronti di chi si rende responsabile di maltrattamenti e violenze anche quando commessi nell’ambito di pratiche scientifiche ritenute non più adeguate alla luce dell’evoluzione normativa ed etica.

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