Tratta di esseri umani, sfruttamento del lavoro e uccisione di animali: queste le accuse emerse grazie a un lavoratore costretto a vivere in condizioni disumane. Le indagini hanno evidenziato anche episodi di violenza feroce contro i cani della fattoria, uccisi e torturati come mezzo di intimidazione. LNDC Animal Protection condanna con fermezza quanto accaduto e richiama l’attenzione sul legame tra crudeltà sugli animali e criminalità violenta.
Orrore a 360 gradi in provincia di Catania, a Ramacca, dove la Polizia di Stato ha arrestato 3 persone accusate di una serie di reati tra cui tratta di esseri umani, sfruttamento del lavoro e crudeltà su animali. Le indagini sono partite grazie alla segnalazione di un cittadino marocchino ridotto in condizioni di sfruttamento estremo in una fattoria. Secondo quando riferito, l’uomo era costretto a lavorare fino a 14 ore al giorno per una paga misera e viveva in condizioni di grave degrado, senza servizi igienici e in un locale infestato da topi. Inoltre, per evitare che potesse ricevere prestazioni sanitarie, il datore di lavoro gli aveva perfino praticato un intervento “artigianale” su un ascesso al collo, utilizzando un ago riscaldato, sotto la supervisione del complice.
Le indagini hanno inoltre rivelato episodi di violenza brutale sugli animali, utilizzati dal datore di lavoro come forma di intimidazione nei confronti dei lavoratori. L’uomo è accusato di aver ucciso a fucilate i propri cani perché non obbedienti e di aver trascinato, legandolo all’auto, un cane ferito e agonizzante. Nel corso della perquisizione è stata trovata una doppietta priva di matricola, circostanza che ha permesso di arrestarlo in flagranza di reato.
LNDC Animal Protection si unisce quindi alla denuncia per uccisione e maltrattamento di animali ai sensi degli articoli 544-bis e 544-ter del Codice penale.
“Uccidere i propri cani a fucilate e usarne l’agonia come monito per terrorizzare i lavoratori è un atto di spietatezza che non può essere tollerato in una società civile,” commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Questa vicenda non è solo una tragedia individuale, ma un campanello d’allarme sociale: è ora che le istituzioni riconoscano il legame diretto tra maltrattamento animale e criminalità violenta. Per questo è fondamentale che questi comportamenti vengano perseguiti con determinazione e che ogni episodio venga denunciato.”
Questa terribile vicenda è l’ennesima dimostrazione che chi è capace di infliggere sofferenza a un animale indifeso non avrà alcuno scrupolo a esercitare dominio, minaccia e crudeltà anche su una persona vulnerabile. LNDC Animal Protection continuerà a seguire da vicino il caso e chiederà di costituirsi parte civile nel processo a carico dei responsabili di queste barbarie.


