Ancora una volta, ci troviamo di fronte a una gestione crudele e inaccettabile della fauna selvatica. LNDC Animal Protection ha presentato un esposto al Gruppo Carabinieri Forestali di Belluno per chiedere un immediato intervento sul caso di un uccello detenuto in una piccola gabbia, esposto al sole e alle intemperie, in evidente stato di stress psicofisico. Il corvide, utilizzato come richiamo per i suoi simili, è stato segnalato nel comune di Setteville, ma le norme della Regione Veneto sembrano autorizzare questi metodi cruenti.
La detenzione di un animale in tali condizioni, non solo suscita orrore, ma solleva anche gravi dubbi di legittimità, alla luce delle normative in materia di benessere animale e delle stesse indicazioni del Piano regionale di controllo dei Corvidi 2021–2025, adottato dalla Regione Veneto.
“È inaccettabile che nel 2025 vengano ancora utilizzati metodi tanto crudeli nei confronti della fauna selvatica,” dichiara Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection. “Il piano regionale prevede esplicitamente, al paragrafo 6.1, l’uso prioritario di metodi ecologici non cruenti, come richiami acustici, visivi e protezioni meccaniche. L’impiego di gabbie-trappola dovrebbe avvenire solo dopo aver verificato l’inefficacia documentata di tali metodi.”
LNDC Animal Protection non solo chiede che venga accertata la regolarità della detenzione del corvide, ma sollecita un cambiamento radicale nella gestione prevista dalla Regione Veneto: l’etica deve tornare al centro della conservazione faunistica.
“Al di là di quello che consente la normativa regionale, usare la sofferenza di un animale per attirarne o scacciarne altri è una pratica anacronistica, inutile e crudele. La tecnologia e la scienza ci offrono da tempo soluzioni efficaci e rispettose, eppure si continua a scegliere la via più barbara. Il fatto che la stessa Regione Veneto autorizzi metodi così crudeli rappresenta perfettamente la concezione disumana e utilitaristica che si ha degli animali. Se questo è ciò che passa dall’alto, non c’è da meravigliarsi poi se i cittadini non mostrano alcun rispetto per la vita degli animali. La politica deve promuovere la civiltà, non la barbarie”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.
L’associazione seguirà da vicino questo caso e continuerà a impegnarsi affinché le istituzioni locali e regionali rivedano le proprie normative, mettendo finalmente al primo posto il rispetto per la vita animale.


